«T'avesse a fare sindaco», lo sfottò tutto napoletano non è certamente un buon auspicio se detto all'ombra del Vesuvio. È anche ai piedi del castello di Butera l'effetto poi non è diverso, dà il senso di un municipio che cerca di risalire la china, tra debiti e difficoltà. Filippo Balbo, il pediatra eletto sindaco 15 mesi fa, a capo della coalizione «Tutti in Comune, libera... mente», quel municipio se l'è caricato sulle spalle. E oggi traccia un primo bilancio. Ci scherza sopra sul detto napoletano. Una battuta è solo una battuta, ma a volte restituisce mille verità.

La relazione di inizio mandato non è mai stata prodotta. O forse è rimasta nei cassetti. Stessa sorte è toccata alle relazioni annuali 2016 e 2017. Fuori dai radar anche quella del 2018 oltre ad altri adempimenti importanti quali l’inventario del Patrimonio Immobiliare del Comune, la cui ultima stesura risale al 2013. Quindi al precedente mandato. 

È arrivato senza troppi clamori e si è subito riunito in ufficio con quello che nei prossimi mesi sarà il suo staff il colonnello Rosario Arena, ex ufficiale della Guardia di Finanza, nominato commissario straordinario al comune di Gela.

La mozione di sfiducia sarebbe carente nella sua motivazione e conterrebbe falsità. Il voto dell'aula, inoltre, conterrebbe un vizio essendo stato espresso mentre il destinatario - ovvero, il sindaco, Domenico Messinese - era in ospedale a causa di un malore.

Il sindaco apre la crisi, il sindaco la chiude. Anche e si sa, in politica, il condizionale sarebbe d'obbligo. Venerdì, Filippo Balbo, ha messo alla porta la sua squadra, rimuovendo dall'incarico la vicesindaca Giusy Pisano e gli assessori Gaetano Zaffonte e Ignazio Giuliana.

Non è rimasta inascoltata la richiesta degli operai forestali che prestano servizio nella vasta area boschiva della «Sughereta» di Niscemi.

Un’alleanza nel solco dei moderati in vista delle prossime elezioni. E le primarie come caposaldo per la scelta dei candidato. Partiti e liste civiche si preparano alla prossima competizione elettorale a Mazzarino. Il sindaco, Vincenzo Marino, si appresta a concludere il suo primo mandato e c’è chi prova ad anticipare i tempi per poter presentare agli elettori una proposta concreta.

L'ultimo atto del sindaco, Domenico Messinese, la mattina prima di recarsi in aula consiliare per la mozione di sfiducia, è stata la maxi rotazione dei dirigenti del municipio.

Dimissioni e sfiducia, tutto in un solo giorno. Il giorno di Domenico Messinese, oramai ex sindaco di Gela. Ma anche il giorno del consiglio comunale, capace di andare fino in fondo con la sfiducia, anche dopo le dimissioni del primo cittadino. Tutto in meno di due ore: alle 13.30 le dimissioni, alle 15 il sì alla sfiducia. La città volta pagina. Il Comune verrà affidato a un commissario mentre ai partiti - o quel che ne rimane - toccherà l'onere di ricostruire un progetto politico da presentare ai cittadini, stanchi e sfiduciati.

«Pediculosi in una comunità assistita», sembra strano parlare di parassiti nel 2018, ma l'allarme aveva destato stupore e imbarazzo nei giorni scorsi. Un caso piovuto come un fulmine a ciel sereno in una struttura che in teoria dovrebbe garantire assistenza in condizioni di assoluta igiene.