«Nel nostro progetto civico uomini e donne liberi per costruire un sogno. Tanti appuntamenti per incontrare la città che vuole cambiare».

Il candidato alla carica di sindaco, Maurizio Melfa, esponente di un progetto civico che consta di diverse liste, interviene per definire i contorni della sua aggregazione e per lanciare nuove iniziative per incontrare la città.

Dei tre colori che compongono il simbolo è il rosso quello che da qualche settimana sembra essere tornato a brillare. Il Partito democratico si prepara all'appuntamento con il suo futuro: le Primarie. A Gela, come a Caltanissetta, fervono i preparativi in attesa della chiamata alle urne.

Il bel tempo fa ben sperare, l'affluenza dovrebbe essere buona. Non come ai tempi del professore (Prodi), quando a recarsi nei gazebo furono 4,3 milioni di elettori. Al Nazareno stapperebbero le bottiglie anche solo toccando quota un milione.

L'ultima mossa a effetto tirata dal cilindro di quella volpe che risponde al nome di Pino Federico è quella di gettare sul tavolo un nome che potrebbe unire diversi big della galassia centrista: Peppe D'Aleo.

È deceduto in ospedale pochi minuti fa Rocco Greco, inteso Riccardo, 57 anni, noto imprenditore gelese. Era giunto in ospedale intorno alle 10 con una ferita da arma da fuoco alla testa. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di suicidio.

Due ordinanze di divieto di avvicinamento per il reato di circonvenzione di incapaci continuato, aggravato in concorso e la misura cautelare reale del sequestro preventivo di ingenti somme, ritenute profitto dell’illecita attività ai danni di una delle vittime della circonvenzione di incapaci ordita da due indagati.

In poco meno di tre anni ha perso maggioranza in consiglio comunale, vicesindaco e, soprattutto, il sostegno del gruppo che fa capo all’ex sindaco, Pippo Montesano. Ma se proviamo a chiedergli i motivi di siffatta diaspora la risposta è: «Non lo so». Tommaso «Gianfranco» Pelagalli, 57 anni, avvocato, dall’estate 2016, siede in cima a una piccola polveriera, una città di tremilacinquecento anime, che ha dato i natali a don Giuseppe «Piddu» Madonia, e che nell’ultima relazione annuale della Procura Generale presso la Corte d’Appello, viene indicata come uno dei quattro mandamenti nisseni di Cosa Nostra.

Tre, quattro o cinque? Cinque, forse. Con il passare dei giorni si delineano infatti volti e schieramenti in vista delle prossime elezioni amministrative. Vincenzo Marino, sindaco in carica, era stato il primo a uscire allo scoperto, annunciando, nel dicembre scorso, le proprie ambizioni per un secondo mandato. Al suo nome, in questi giorni, si sono aggiunti in via più o meno ufficiale quelli di altri potenziali candidati per la fascia tricolore. Gaetano Petralia, guiderà la lista civica «Impegno Comune», e si è già presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa. Alla maratona per la sindacatura si è già iscritto anche Vincenzo D’Asaro, sindaco in carica tra il 2009 e il 2014.

L’ultima scintilla ha ulteriormente infiammato - se ce ne fosse stato bisogno - questo inizio di campagna elettorale. A farla scoccare, nel bel mezzo di una seduta di consiglio comunale è stato l'intervento di Riqualificazione Urbana al quale aveva aderito il Comune di Mazzarino. Comune ora escluso. 

Mozioni e interrogazioni in discussione venerdì alle 20 in consiglio comunale per la prima delle due sedute convocate dal presidente, Fabio Bennici.

Tutto secondo pronostico, Paolo Mattina è il nuovo coordinatore provinciale di Diventerà Bellissima, il movimento politico fondato dal presidente della Regione, Nello Musumeci.