Gela: Sfiducia e «Cirinnà», tra una birra e un panino. Storie di una politica che la gente inizia a detestare. L'analisi del cardinal Kempes Featured

Lunedì, 30 Ottobre 2017 09:27 Written by  Published in Politica

Rocca San Giovanni, Abruzzo, Regno delle Due Sicilie, Reali Domini al di qua del Faro, Ottobre 2017. Sfiducia sì, sfiducia no, siamo la terra dei cachi canta Elio con le sue Storie Tese. Ho intenzione di riferire brutte parole soprattutto se qualcuno stringe un fiore al petto. Già, i consiglieri comunali simulano stupore, hanno da riparare i comportamenti avendo sotterrato la faccia. 

Il buon Domenico Messinese se la ride dopo la fittizia mozione di sfiducia che gli volevano servire su un piatto di metallo. Lui, collega ingegnere (in Meccanica il Cardinal, laurea conseguita priva dei voti religiosi), immaginava che il copione fosse degno di una sceneggiata tutta locale. La verità è nascosta dentro l'animo di ciascun consigliere comunale. Quella verità, la spiattella il Cardinal Jorge Mario Alberto Kempes ai lettori di Today24. Dopo appena ventiquattro mesi sarebbero andati a casa con lo spauracchio della mancata rielezione. Quindi, niente benefit comunali a costo zero: notorietà, interviste, carta stampata, talk show, pizza e birretta dopo le riunioni, panino e caffè, permessi di lavoro in nome del bene della città. Il giorno dopo la sfiducia in tanti avrebbero conosciuto l'atroce destino: l'anonimato, con il fac simile elettorale da appendere al chiodo.

In parte conservo ancora l'istinto della Conservazione gentile cadeau di mia madre, Maria Teresa di Aragona. E' scomparsa la politica, sono nati gli imbonitori e i ciarlatani. Non vorrei rattristare gli interpreti di un cambiamento fallito dalla sua genesi perché il deterioramento è apparso con la creazione dei partiti personalistici.

Non vorrei farlo alla vigilia del voto per le Regionali.

Non vorrei ma lo faccio. Il declino è inesorabile per la frattura determinata tra politica e vita reale dei cittadini. Vizi che hanno determinato, anche nella città di Gela, un decadimento culturale e politico che spaventa se non rettifichiamo i nostri comportamenti. C'è una parte della politica locale e italiana che ho sempre detestato perché contraria al mio spirito di Conservazione che tanto male non ha fatto alla città e al Paese. Spinti da una modernità di facciata e con un genere umano bifolco, ci lasciamo incantare da testi normativi (leggasi, ad esempio, legge Cirinnà) che con un foglio di carta e un tocco di inchiostro tentano di risistemare la natura dopo l'intervento Divino della prima ora e i fatidici sette giorni.

La legge Cirinnà è solo il tentativo per regalare un sorriso e un bacetto non tanto innocente, il lancio di riso, un momento economico favorevole per fotografi, fiorai e bettole di infimo ordine dei dintorni. Punto e basta. La legge non può correggere il corso della natura. La natura è libera, selvaggia e affascinante. Pensate al disastro: c'è a rischio la crescita demografica di mezzo mondo se ancora qualche Nazione si lascerà convincere da riferimenti legislativi dissennati pur di comprare il consenso del corpo elettorale. Chiudo il quadernone della maestra, sono arrabbiato, magnifico il posto della mia vacanza in Abruzzo. Rocca San Giovanni, è un borgo medievale situato su uno sperone roccioso tra la foce del fiume Sangro e quella del torrente Feltrino in provincia di Chieti. Non solo è uno dei borghi più affascinanti della costa abruzzese, ma possiede un lido che per la limpidezza delle sue acque ha meritato più volte la Bandiera Blu d’Europa e, di recente, ha avuto le quattro vele di Legambiente. Che Dio vi benedica. Che la beata Vergine dell'Immacolata Concezione, vegli sulla città. Come sempre, lettori e fedeli di questa urbe maltrattata amate Gela. Amen.

Vostro servitore Jorge Kempes

Last modified on Lunedì, 30 Ottobre 2017 09:53
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela e dei comuni del comprensorio. In particolare Niscemi, Riesi, Butera e l’area del Vallone.

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