Gela: Le Europee, il ballottaggio, le tensioni nel Movimento Cinquestelle. Di Paola pensa positivo, ma ammette: «Errori? Forse serviva più tempo» Featured

Martedì, 28 Maggio 2019 20:09 Written by  Published in Politica

Al’indomani del voto per le Europee che ha incoronato la Lega come primo partito in Italia, il M5S tira i conti di una tornata elettorale che comunque, al di là del risultato deludente su scala nazionale, regala lo scettro di primo partito nella Sicilia di Re “Astensione” dove il Movimento mantiene un robusto 31 per cento.

I grillini perdono di fatto quasi 20 punti (intorno a 700 mila voti rispetto al risultato delle ultime Politiche), ma incassano il miglior risultato a livello nazionale. Anche la Provincia nissena resta tinta di giallo, soprattutto il capoluogo che adesso ha anche sindaco e maggioranza pentastellata, ed il Movimento rimane primo partito. Giallo che invece assume tinte più sbiadite scendendo più a sud, e arrivando a Gela. Alle ultime Europee, nella città che nel 2015 fu prima bandiera e poi necrologio del primo sindaco grillino ad espugnare la storica roccaforte Dem, il Movimento non riesce d’un soffio ad emulare i cugini nisseni e si piazza dietro la Lega, a soli 4 voti di distanza, perdendo la palma di primo partito cittadino per un soffio. Un pareggio più che una sconfitta per i grillini gelesi, che di fatto incassano un’altra X anche nella partita tutta interna tra i due candidati alle Europee. L’uscente Ignazio Corrao e l’ex Iena Dino Giarrusso infatti si distanziano per una manciata di voti, mettendo fine difatti alle eventuali “prove muscolari” tra le anime grilline locali. Messe di lato Amministrative ed Europee dunque in Sicilia non si andrà verso nessuna resa dei conti, almeno per adesso. Ma nelle prossime scelte, a partire dalla costruzione delle prossime strategie, i numeri di domenica conteranno. In città si parte principalmente dal dato più inquietante, quel 70% di gelesi che hanno deciso di astenersi dal voto alle Europee.

«È indiscutibile che bisogna ritrovare questa gente - dice il parlamentare regionale Nuccio Di Paola - dobbiamo lavorare su questi numeri per capire le motivazioni che tengono lontano queste persone dalle urne. Abbiamo il dovere di riavvicinare la gente alla politica. Ad oggi c’è ancora troppa sfiducia nelle Istituzioni e nei politici in genere». 

Di Paola torna anche sui numeri delle Europee che di fatto in città, considerando almeno chi ha deciso di andare a votare, sembrerebbero confermare quanto uscito dalle scorse Politiche, anche se con un equilibrio più marcato.

«Il dato che viene fuori da Gela - fa notare Di Paola – conferma di fatto che gli elettori hanno ancora fiducia nei partiti che governano a livello nazionale, mentre la stessa fiducia non viene data a quei partiti che alle Europee si sono presentati con il loro simbolo. È vero, noi perdiamo qualche punto percentuale ma gli altri partiti sono diventati pressoché marginali».

Sul derby interno Corrao - Giarrusso poi, il cui risultato ha mandato un chiaro messaggio ai vertici regionali, Di Paola preferisce smorzare i toni.

«In queste Europee - spiega - ho fatto semplicemente campagna elettorale al Movimento, senza mai fare endorsement ufficiali a nessuno. È chiaro che Ignazio (Corrao, ndr) aveva dalla sua i buoni risultati raggiunti durante il suo mandato, ma la buona affermazione di Giarrusso ha contribuito a regalare al Movimento il primo posto in Sicilia, quindi se competizione c’è stata ha sicuramente fatto bene a tutto il M5S».

Naturalmente Di Paola non nasconde che l’exploit della Lega sia legato a doppio filo ad un difficoltà del Movimento.

«La gente ha fiducia nel Governo nazionale – dice Di Paola – ma spesso non passa il messaggio che l’ottanta per cento dell’attività legislativa e dei provvedimenti di questo primo anno sono targati 5 Stelle. Probabilmente ci sono stati degli errori di valutazione che vanno superati. C’è un analisi interna - continua il Parlamentare grillino - per ripartire da alcuni correttivi, c’è sicuramente la necessità di rinnovarsi internamente e riattivare i contatti con i territori».

E quando si parla di territori non si può non voltare lo sguardo verso le recenti amministrative dove la scelta obbligata di correre da soli è costata al Movimento il quarto posto e l’esclusione dal ballottaggio.

«È indiscutibile - dice - che questa legge elettorale che esalta le coalizioni ci ha penalizzato fortemente, ma questo risultato ci è servito per riorganizzarci. Dobbiamo ripartire dalle quasi seimila persone che hanno votato per Simone Morgana, magari non votando il Movimento alle Europee, dobbiamo ascoltare le loro istanze e provare a riavvicinarli al M5S».

Ci sono stati errori o leggerezze nella gestione di queste due campagne elettorali?

Di Paola non conferma né smentisce: «Dopo questa tornata elettorale deve necessariamente partire un momento di riflessione e di analisi a tutti i livelli, dal nazionale al locale. Non so se abbiamo fatto degli errori – conclude – certo i risultati non sono stati all'altezza delle nostre aspettative, ma un rammarico rimane. Se Musumeci avesse accorpato le Amministrative alle Europee oggi forse staremmo parlando di un risultato diverso. Sicuramente avremmo avuto più tempo per far capire qual era il nostro progetto di città e maggiori possibilità probabilmente di costruire delle alleanze con delle vere forze civiche, ma con i se e con i ma…».

Last modified on Mercoledì, 29 Maggio 2019 05:28
Jerry Italia

Giornalista, appassionato di musica, un passato da musicista e presentatore, ha lavorato come esperto di comunicazione negli enti locali. Colleziona vinili, in particolare di blues.

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