Gela: Il Pd si salva nel rush finale e adesso guarda al futuro. La scommessa vinta, l'assessorato, i Giovani Dem. Di Cristina: «Molto lavoro da fare» Featured

Sabato, 18 Maggio 2019 11:44 Written by  Published in Politica

Se la dovessimo raccontare con una metafora calcistica il Partito Democratico gelese aggancia il treno – salvezza all’ultimo minuto di recupero dell’ultima giornata di campionato. 

La scommessa azzardata dal segretario cittadino Peppe Di Cristina, con la scelta di presentarsi senza simbolo a sostegno di un candidato sindaco civico, non aveva sicuramente scatenato gli entusiasmi tra i Dem e anche la successiva strategia messa in campo aveva portato a defezioni importanti, l’uscente Guido Siragusa su tutti, che avevano portato alla presentazione della lista “Uniti siamo gelesi” con solo 21 candidati. Una situazione emergenziale per la quale tutti gli occhi erano puntati sul segretario cittadino che, sin dall’inizio, ha deciso di intestarsi ogni scelta, anche la più discussa. In molti, in caso di sconfitta, erano pronti a chiedere la testa del segretario e anche lo stesso Di Cristina aveva annunciato in maniera ufficiosa che, qualora Greco non avesse vinto, avrebbe fatto un passo indietro. Tutto rientrato per il momento, con Greco che ha indossato la fascia da primo cittadino e il segretario cittadino che resta al suo posto, nell’attesa dei congressi e della segreteria provinciale che, con tutta probabilità, sarà proprio a marchio Di Cristina. I Dem intanto contano i voti, pochi in realtà, ma che a occhio e croce sono gli stessi che hanno consentito l’elezione bis di Arancio alle scorse Regionali.

«Sono tutti voti nostri – conferma Di Cristina – frutto del difficile lavoro di ricostruzione di questi anni. Siamo però consapevoli che la lista che li ha conquistati era interamente a marchio Pd. Non abbiamo ceduto, rispetto ad altri, alla tentazione di inglobare anime diverse pur di racimolare voti. Questi siamo e questi voti esprimiamo, convinti che c’è ancora molto da fare per riportare il partito ai livelli che merita».

Di Cristina ci tiene però a evidenziare l’importanza dell’alleanza con i civici e Forza Italia che ha portato alla vittoria di Greco.

«La vittoria al ballottaggio - dice - dà ragione alla costituzione di questa alleanza, troppo spesso incautamente criticata. Siamo riusciti a mettere un argine al populismo e alla demagogia della Lega. Vince una coalizione di responsabilità, vince un’alleanza che è stata capace di costruire un perimetro democratico. Vince una coalizione che è stata in grado di mettere in campo il meglio delle forze moderate e riformiste di questa città contro chi ha costruito una campagna elettorale sull'odio».

Ma la vittoria è ormai acqua passata, c’è da governare e i Dem si aspettano di farlo dalla posizione privilegiata della Giunta, anche se finora hanno mantenuto un profilo più basso rispetto agli altri alleati.

«A oggi - argomenta il segretario - non abbiamo chiesto nulla né al momento vogliamo farlo. Aspettiamo il primo incontro con il sindaco per capire come governare questa città e come restituirle normalità. Non saremo certo noi a mettere i bastoni tra le ruote all'amministrazione per una poltrona».

Parole di distensione quindi, ma difficilmente nella Giunta Greco non ci sarà un assessore di provenienza Dem. Nessun nome in evidenza finora, ma alcuni rumors confermano l’intenzione di attuare il criterio dello scorrimento della lista che al momento vede eletti Gaetano Orlando e Alessandra Ascia. Proprio l'ex presidente del consiglio comunale potrebbe essere una delle scelte privilegiate per la Giunta, ma qualora non accettasse ci sarebbero in pole Grazia Robilatte o Giuseppe Fava, rispettivamente prima e secondo dei non eletti.

«Al momento - dice Di Cristina - l'assessorato è la cosa che ci appassiona meno. Ciò che conta adesso è tirare le fila del gruppo e ripartire da quella generazione di over 35, da Licia Abela a Mirko Infurna a Sebastiano Pizzardi e tanti altri che hanno scommesso su questo progetto e che possono ancora rendere grande questo partito che ha bisogno di forze fresche per crescere».

Un partito che già sui giovani aveva puntato - facciamo notare al segretario - proprio col gruppo dei Giovani Democratici, partito in pompa magna e che alle Amministrative si è invece dissolto in mille rivoli, a causa di incomprensioni tra il gruppo e l’attuale classe dirigente.

«Mi dispiace molto - confessa il segretario - per come è andata con i Giovani Democratici e mi fa rabbia che si sia persa un’opportunità. Il progetto però esiste e va portato avanti sulle gambe di chi deciderà di sposarlo».

«Ripartiamo da noi – conclude Di Cristina – convinti che possiamo ancora dare molto a questa città».

Last modified on Sabato, 18 Maggio 2019 12:16
Jerry Italia

Giornalista, appassionato di musica, un passato da musicista e presentatore, ha lavorato come esperto di comunicazione negli enti locali. Colleziona vinili, in particolare di blues.

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