Gela: «Piccolo Nazareno? Solo opportunismo politico», Bartolozzi sbotta. Mancuso replica: «Accordo di buon senso premiato dagli elettori» Featured

Giovedì, 16 Maggio 2019 08:06 Written by  Published in Politica

A meno di quattro giorni dall’esito del ballottaggio il Patto del Nazareno in salsa gelese, così come è stata ribattezzata la “strana alleanza” tra Pd e Forza Italia che ha portato alla vittoria alle Amministrative di Lucio Greco, sta ancora riempiendo le pagine delle cronache nazionali. Dell’inusuale matrimonio “azzurro-dem” ne ha parlato addirittura il comico Maurizio Crozza nella sua copertina del lunedì a “Che tempo che fa”. 

Ma se da un lato i protagonisti descrivono questo “cartello” come l’ennesimo esperimento riuscito del laboratorio politico siciliano per arginare la deriva sovranista e populista della Lega, c’è chi questo “Nazarenino” non lo vede affatto di buon occhio, anzi. È il caso, ad esempio, dell’Azzurra Giusi Bartolozzi, parlamentare nazionale di Forza Italia, che alle scorse amministrative ha deciso di supportare il candidato della coalizione di centrodestra, il leghista Giuseppe Spata, attraverso la lista “Avanti Gela”, che vedeva al suo interno i dissidenti del partito di Berlusconi, da tempo in rotta con la gestione Miccichè – Mancuso. Una gestione che di fatto a Gela ha spaccato il partito in due tronconi. Da un lato, per l’appunto, i fedelissimi dell’ex parlamentare Pino Federico che aveva dalla sua parte anche i consiglieri comunali uscenti, e dall’altro i “mancusiani” di ferro in corsa sotto le insegne di “Azzurri per Gela”, lista che al suo interno però raccoglieva anche diverse anime di centrodestra.

“Non vi è stato alcun patto del Nazareno in salsa sicula – ha tuonato la deputata gelese, a poche ore dall’esito elettorale - quanto, piuttosto, la deliberata scelta di azzerare il ruolo di Forza Italia a Gela, unico partito che sarebbe stato, come è stato nelle sue divisioni imposte, fondamentale traino nella naturale coalizione di centrodestra”.

“Per scelte individualistiche – continua la Bartolozzi - Forza Italia non ha presentato, al primo turno, una propria lista né simbolo e questo, è corretto che si sappia, per deliberata scelta dell’attuale coordinatore provinciale in aperta violazione ad un’apposita indicazione data dal presidente Berlusconi”.

“Nonostante la mia rassegnata disponibilità a una candidatura promossa da Forza Italia, al fine di mantenere se non incrementare l’ottimo risultato del 34 per cento raggiunto alle politiche 2018, all’esito delle quali Forza Italia è risultato essere il primo partito in città – continua la deputata – è prevalsa ancora una volta, l’ottica spartitoria e nichilista. E a smentire coloro i quali rinnegano “l’accordo” celebrando l’esperimento moderato bastano i fatti, e primo tra tutti la rinunzia all’utilizzo dei simboli di partito, l’opportunistico riempimento con uomini di diverse estrazioni ideologiche prima ancora che partitiche, e da ultimo il celebrato passaggio di neo eletti consiglieri comunali provenienti dalla lista civica del sindaco”.

Scontro aperto dunque, anche perché al momento dell’insediamento del nuovo consiglio comunale sarà interessante capire chi e come si schiererà sotto le insegne di Forza Italia. Non ha dubbi sulla formazione del gruppo consiliare azzurro l’attuale coordinatore provinciale Michele Mancuso che già la sera del ballottaggio, ai microfoni di “Damokles” dava per certo il ritorno del simbolo di Forza Italia in aula consiliare, escludendo però di fatto chi, a suo dire: “Con atteggiamenti e dichiarazioni si è già posto autonomamente fuori dal partito”.

Un chiaro riferimento ai “dissidenti” di “Avanti Gela” che di fatto oggi sarebbero opposizione all’amministrazione Greco. Ma Mancuso non risparmia critiche nemmeno all'onorevole Bartolozzi che anzi richiama al senso di appartenenza: “Ricordo alla collega - scrive Mancuso in una nota - che fa parte di Forza Italia, la cui storia è garanzia di specifici valori di libertà, contro ogni forma di populismo o estremismo. A Gela è prevalso il buon senso, frutto di un percorso moderato, condiviso da tutte le componenti della maggioranza appena costituita”.

“Forza Italia a Gela - continua Mancuso - è presente in Giunta e lo sarà con Greco anche in Consiglio comunale. Inoltre, il sottoscritto che è attaccato dalla collega che è in Forza Italia dalle ultime politiche del 2018, è lo stesso che vota Berlusconi dal 1993, anche quando si è trattato di promuoverla alla Camera dei Deputati”.

Mancuso poi lancia una frecciata anche alle scelte della Bartolozzi in campagna elettorale, a partire dalla presenza a fianco del compagno, il vicepresidente della Regione Gaetano Armao, alla convention di Spata.

“Mi viene da sorridere - conclude - quando la Bartolozzi parla di aperte violazioni di indicazioni date dal presidente Berlusconi. Sbaglio o insieme al compagno, Gaetano Armao, la coppia è stata partecipe di un incontro organizzato dalla Lega, a supporto del loro candidato sindaco gelese? Penso che tale vicenda, sia lesiva di quei valori liberali indicati dal nostro Presidente. Immagino dunque che quando la Deputata parla di ‘strano inciucio’ voglia distrarre l’attenzione da un fatto gravissimo: il totale disinteresse suo e di suo marito per le sorti di Forza Italia in Sicilia. Se non condividono le linee politiche del partito mi chiedo: cosa impedisce loro di guardare altrove, come già accaduto in campagna elettorale?”. Campagna elettorale finita dunque, ma le tensioni sono tutt’altro che sopite e la guerra “Azzurra” sembra ben lontana dalla fine.

Last modified on Giovedì, 16 Maggio 2019 08:46
Jerry Italia

Giornalista, appassionato di musica, un passato da musicista e presentatore, ha lavorato come esperto di comunicazione negli enti locali. Colleziona vinili, in particolare di blues.

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