Gela: Ore 10, il Progetto Civico vacilla. Poi tornano i sorrisi: Greco deposita le cinque liste e indica gli assessori. E scoppia la pace Featured

Mercoledì, 03 Aprile 2019 15:40 Written by  Published in Politica

Dalla “Notte dei lunghi coltelli” a “Mezzogiorno di fuoco” il passo è davvero breve. Soprattutto se poi oggi, a liste depositate, è la pace a regnare. La lunga nottata di passione e la concitata mattinata passata a cercare di rimediare allo strappo consumatosi all’interno della coalizione del Progetto Civico, hanno portato alla fine al deposito ufficiale delle liste a sostegno del candidato sindaco Lucio Greco, tra le mani del segretario generale del Comune ad appena cinque minuti dal rintocco finale di mezzogiorno, termine ultimo per la consegna.

Ma non tutto è filato liscio. Le liste sono cinque, come da programma: Un’altra Gela, Una Buona idea, Azzurri per Gela , Uniti siamo Gelesi e Impegno Comune - Popolo della Famiglia. Ma è la rivoluzione all’interno della squadra assessoriale che, come in un numero di prestidigitazione, cambia per ben tre volte nel giro di poche ore, a far discutere e a tenere alta la tensione in una coalizione in cui gli equilibri oggi sembrano più fragili. Restano fuori il Dem Guido Siragusa, che sceglie anche di ritirare la sua candidatura al consiglio comunale, la forzista Nadia Gnoffo e Ivan Liardi. Della squadra ipotizzata negli ultimi giorni rimane solo Terenziano Di Stefano, che ad un certo punto della mattinata, sembrava fuori anche lui. Di Stefano confermato, con al fianco quattro tecnici. Alla griglia si aggiungono infatti Roberto Tufano, ex candidato a sindaco e docente universitario, l’avvocato Antonio Gagliano, il primario di pediatria Rosario Caci e Vito Faraci, imprenditore della distribuzione alimentare.

Nomi di valore, non c'è che dire. Era, il desiderio di Greco quello di avere una squadra forte, formata da tecnici.

Ma facciamo un passo indietro. Tutto inizia nel tardo pomeriggio di ieri, quando nello studio dell’avvocato Greco si riuniscono tutte le anime del Progetto Civico, obiettivo: l’individuazione dei tre nomi da indicare come assessori designati al momento del deposito ufficiale delle liste. Tutto sembra abbastanza definito, in squadra, in prima battuta, dovrebbe entrare un rappresentante per ogni lista in campo: Terenziano Di Stefano (Una buona idea), Nadia Gnoffo (Azzurri per Gela, alias “lealisti” di Forza Italia), Guido Siragusa (Uniti siamo Gelesi – Pd) Ivan Liardi (Impegno Comune). Obiettivo raggiunto al primo colpo? Tutt’altro. Alla riunione c’è chi fa osservare che una squadra assessoriale di questo tipo “cancellerebbe” con un colpo di spugna l’impronta civica dell’alleanza, snaturandola, trasformandola in un accordo di natura strettamente partitica. Una lettura che mette la pulce nell’orecchio anche al candidato sindaco che lancia la proposta di azzerare tutto per valutare l’ipotesi di far scendere in campo tre super tecnici, fuori da ogni connotazione partitica. Gli animi si scaldano e la riunione viene aggiornata dopo cena. Nel frattempo i telefoni di segretari e candidati diventano bollenti. Il crocevia tra il corso e via Marconi si affolla di segretari, candidati e simpatizzanti. Poco dopo le 21 arriva l’ennesimo faccia a faccia che termina dopo la mezzanotte con la scelta che pare definitiva. Sì alle espressioni di partito con Siragusa, Gnoffo, Liardi e Di Stefano assessori designati. Una designazione, nata nel cuore della notte, che però non riesce neanche a vedere l’alba. Dopo un fitto giro di telefonate infatti arriva l’ennesimo colpo di spugna e rispuntano i super tecnici. Una novità che Terenziano Di Stefano scopre solo al mattino e che fa andare su tutte le furie l’ex consigliere comunale che ritira la lista e si dice pronto a correre da solo. A poche ore dalla scadenza il Progetto Civico sembra vacillare fortemente. In Piazza San Francesco il candidato sindaco Lucio Greco. Un breve faccia a faccia con Di Stefano evita la spaccatura e torna a sbocciare qualche sorriso, qualche pacca sulla spalla. Ma adesso c’è da nominare gli assessori. Il confronto si allarga a tutti i rappresentanti della coalizione che arrivano a Palazzo di Città alla spicciolata, svegliati di botto dopo la lunga nottata. Dalla lista degli assessori entrano ed escono in pochi minuti una serie di nomi, fino alla soluzione finale: dentro Di Stefano, Gagliano, Caci, Tufano e Faraci. Cinque nomi che potrebbero essere più d’immagine e di garanzia per una sorta di patto di non belligeranza per poi, dopo le elezioni, magari ricalibrare tutto assieme ai partiti. Ma sono solo rumors. I fatti dicono, invece, che, l’allarme rottura sembra essere rientrato. Sabato pomeriggio la convention ufficiale al Teatro Eschilo per l’apertura della campagna elettorale sarà la prima vera occasione per testare il grado di guarigione delle cicatrici di ieri notte. E soprattutto vedere la forza di una coalizione che sulla carta appare fortissima.

Last modified on Mercoledì, 03 Aprile 2019 20:41
Jerry Italia

Giornalista, appassionato di musica, un passato da musicista e presentatore, ha lavorato come esperto di comunicazione negli enti locali. Colleziona vinili, in particolare di blues.

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