Vallelunga: «Crisi di maggioranza senza un perché», Pelagalli si toglie qualche sassolino. «Ognibene si sorprende? È accaduto anche a lui» Featured

Lunedì, 25 Febbraio 2019 15:18 Written by  Published in Politica

In poco meno di tre anni ha perso maggioranza in consiglio comunale, vicesindaco e, soprattutto, il sostegno del gruppo che fa capo all’ex sindaco, Pippo Montesano. Ma se proviamo a chiedergli i motivi di siffatta diaspora la risposta è: «Non lo so». Tommaso «Gianfranco» Pelagalli, 57 anni, avvocato, dall’estate 2016, siede in cima a una piccola polveriera, una città di tremilacinquecento anime, che ha dato i natali a don Giuseppe «Piddu» Madonia, e che nell’ultima relazione annuale della Procura Generale presso la Corte d’Appello, viene indicata come uno dei quattro mandamenti nisseni di Cosa Nostra.

Ma Vallelunga Pratameno è molto altro. Soprattutto una cittadina operosa. Dove, tolto quel pugno di mele marce, la gente si alza all’alba per andare a lavorare nei campi. Che studia, si afferma. Gente sana, per bene, devota alla Bedda Matri di Loreto e a San Calogero. E là, dove la politica è passione – a volte troppa – può accadere che un sindaco eletto con il 53 per cento dei consensi (con quasi 20 punti percentuali di scarto rispetto al principale competitor), oggi si ritrovi in minoranza.

Sindaco, perché?

«Guardi, non ho una risposta. Non lo so».

In che senso, come nascono i motivi del dissidio?

«Non l’ho ancora capito e sono sincero. Sono sempre stato aperto a tutte le iniziative. Non ho mai messo steccati. Del resto se mi sono cimentato in questa candidatura è perché la ritengo un'opportunità di crescita, un arricchimento sul piano politico e umano. Ho accettato con spirito di servizio verso i miei concittadini».

Eppure oggi si ritrova senza maggioranza, non le sembra un controsenso?

«Non avendo la presunzione di sentirmi un politico navigato, mi ero fatto portavoce di un progetto. La mia candidatura nasce dalla spinta di un gruppo di amici e dal sostegno di una parte della passata amministrazione, che fa capo all’ex sindaco Montesano. Ero ben felice di avere questo gruppo al mio fianco. È gente che mastica politica, lo ritenevo un valore aggiunto, un punto di forza. A un certo punto sono nate problematiche forse caratteriali o sul metodo. Sul “come” affrontare le cose. Almeno così dicono».

Il primo dichiararsi indipendente in aula, in tempi lontani, è Vito Tagliarini. Poi, durante le ultime festività, a smarcasi è il gruppo dell’ex presidente del consiglio comunale Silvio Zuzzè, con i consiglieri Cettina Mistretta e Rosolino Gulino.

«In realtà – precisa Pelagalli – non hanno mai detto di essere all'opposizione. Si sono dichiarati autonomi».

Quindi più o meno nell'alveo della maggioranza ma con mani libere rispetto alle posizioni del sindaco.

In quell'alveo pochi giorni dopo si ritrova anche il vicesindaco, Rosolino Ricotta, che presenta le dimissioni dalla carica. L’atto più doloroso. Al quale pochi giorni fa segue l’uscita del consigliere Michele Marotta.

Oggi Pelagalli, che nel frattempo ha dato la delega di assessore (non vicesindaco) al consigliere Mario Di Gangi, in aula può contare sul sostegno di appena tre consiglieri su dodici. L’agibilità politica, soprattutto sugli atti più importanti, Bilancio, Programma triennale, risulta compromessa.

Sindacatura ai titoli di coda?

«Per niente, io resto, sono a disposizione dei cittadini che mi hanno votato. Manca il dialogo? Ma se ho detto loro e ripetuto in varie salse di farsi parte attiva, di portare proposte... Ho cercato più volte un chiarimento ma quello che mi sono trovato di fronte è stato solo fumo. Quando si vuole affrontare un problema prima bisogna essere chiari, dire a chiare lettere qual è il problema. E poi lo si affronta e risolve. Io l’unica cosa che ho letto e sentito è stata una presunta mancanza di partecipazione».

Dietro questa crisi potrebbero nascondersi le ambizioni di qualcuno? Ci si prepara già alla volata del 2021?

«Guardi, non può fregarmene di meno. Non ambisco a cariche o carriere. Sento solo un forte senso di responsabilità nei riguardi dei cittadini».

Pure la Lega, per voce di Loreto Ognibene, le ha chiesto di dimettersi.

«Sembrerebbe che lui (Ognibene, ndr, suo rivale alle ultime amministrative, oggi dirigente della Lega), ovvero, chi fa politica da trent’anni, si sorprenda di queste fibrillazioni. Eppure l’architetto fa politica da tanti anni. E ricordo, a esempio, che durante il mandato elettorale del sindaco Patti, e lui era vice sindaco, ci fu la fuoriuscita di quattro consiglieri comunali e le dimissioni di tre assessori. All’epoca, però, non si scandalizzò. Oggi perché grida allo scandalo? Perché mette queste affermazioni in piazza sapendo benissimo che sono passaggi politici quasi fisiologici e che sono accaduti anche a lui?»

 

Quindi lei rimane al suo posto per senso di responsabilità?

«Parto dal presupposto che per mille motivi possono nascere frizioni e un esponente politico possa lasciare una maggioranza. Faccio, però, appello al senso di responsabilità dei consiglieri. Noi, come esecutivo, portiamo avanti la programmazione. Ma il loro ruolo è fondamentale. Sono loro chiamati in aula ad approvare gli atti. Per mandato dei cittadini. Spero non perdano di vista questa missione. Ci può stare la mozione, l’emendamento. Ma tutto dev’essere finalizzato al bene comune».

Si ricandiderà?

«Al momento non ci penso. Confesso che il sacrificio è notevole. Non c’è giorno in cui non sia presente in municipio. Ad affrontare difficoltà organizzative tipiche dei piccoli municipi. Dodici dipendenti, che erano colonne di questo Comune, sono andati in pensione. Dei 70 in origine adesso sono appena 40 circa, dei quali 31 ex contrattisti. Eppure riusciamo ugualmente ad andare avanti. I miei problemi a oggi sono questi, non le velleità di ricandidarmi».

Un appello ai frondisti?

«Io non sono per lo scontro, sono più incline al dialogo. Mi piace il confronto. La dialettica ha la sua importanza. Però non mi piace che si predichi bene e si razzoli male. Sono qui, al servizio dei cittadini. Pronto a confrontarmi sui problemi, su cose distinte. Non su una presunta e generica mancanza di comunicazione».

 

 

(Nella foto in alto, da sinistra, Tommaso Pelagalli, Silvio Zuzzé e Rosolino Ricotta; sopra, destra, Loreto Ognibene).

Last modified on Lunedì, 25 Febbraio 2019 21:29
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

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