Niscemi: vite salvate al «Suor Cecilia Basarocco», tre codici rossi risolti grazie alla professionalità dei medici. Un ragazzo trasferito in elisoccorso Featured

Giovedì, 29 Novembre 2018 07:23 Written by  Published in Cronaca

Vite salvate, tre storie che ci ricordano - e lo ricordano a chi ci governa, qualora ve ne fosse il bisogno - l'importanza dell'ospedale «Suor Cecilia Basarocco», un ospedale strategico per posizione geografica e bacino di utenza. Ma affinché sia efficiente è necessario che abbia medici e infermieri in numero sufficiente, e non sempre ciò accade.

Vite salvate, storie di ordinaria buona sanità. Tre casi di pazienti in codice rosso, che nei giorni scorsi, grazie al trattamento messo in atto con professionalità dal personale medico e infermieristico, sono stati salvati. Il primo è un anziano di 82 anni, arrivato al pronto soccorso con un'insufficienza respiratoria acuta. I sanitari dopo averlo sottoposto a tac addome, encefalo e torace, lo hanno intubato e stabilizzato disponendone il trasferimento nell'unità di Rianimazione dell’ospedale Umberto I di Enna. Tutto bene? Quasi. Per il trasporto del paziente è dovuta intervenire un'ambulanza del Vittorio Emanuele di Gela, dato che quella dell'ospedale di Niscemi era impegnata a soccorrere un giovane di 24 anni, rimasto gravemente ferito in un grave incidente stradale.

L'automobilista, mentre percorreva la Sp12 Passo Cerasaro, aveva perso il controllo della vettura, riportando ferite lacero contuse con politrauma e trauma cranico. Stabilizzato dai medici del «Suor Cecilia Basarocco» è stato trasferito in elisoccorso al «Cannizzaro» di Catania.

Il terzo caso è quello di una donna cardiopatica giunta al pronto soccorso con una grave un'insufficienza respiratoria. Anche a lei i medici hanno garantito cure tempestive e salvifiche.

Tre storie di pazienti in pericolo di vita che, grazie al coordinamento del direttore sanitario, Alfonso Cirrone Cipolla, sono stati trattati con successo dai primari delle unità di Medicina e Chirurgia, Salvatore Spatola e Franco Cori, e dai loro staff, composti dai medici Maurizio Ristagno e Giusi Cacciaguerra, Clotilde Vendra, dall'anestesista Lorella Dragotta e dagli infermieri Antonina Fontanella e Pino Carbone.

Last modified on Giovedì, 29 Novembre 2018 10:03
Alberto Drago

Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.

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