Gela: traffico di beni archeologici, ventitré arresti tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. In corso l’operazione dei Carabinieri «Demetra» Featured

Mercoledì, 04 Luglio 2018 05:25 Written by  Published in Cronaca

Ventitrè le persone arrestate nell'ambito dell'operazione internazionale denominata «Demetra» condotta dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. 

Sono ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di una associazione per delinquere transnazionale dedita al traffico di reperti archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia. 

Raggiunti da un mandato di arresto europeo Rocco Mondello 61 anni originario di Gela e residente a Ehingen, William Thomas Veres 64 anni residente a Londra e Andrea Palma 36 anni originario di Campobasso e residente a Barcellona.

 Sul territorio italiano sono stati tratti in arresto e condotti in carcere Francesco Lucerna, 76 anni, di Riesi, detto "Zu Gino", Matteo Bello 61 anni di Ravanusa, Francesco Giordano 71 anni di Campobello di Licata, Luigi Giuseppe Grifasi 64 anni di Ravanusa, Calogero Ninotta 39 anni, di Ravanusa, Gaetano Romano 58 anni di Ravanusa, Gaetano Patermo 63 anni di Riesi, Palmino Pietro Signorello 66 anni di Belpasso.

Agli arresti domiciliari Valter Bertaggia, 70 anni di Collegno, Giovanni Lucerna 49 anni e Maria Debora Lucerna 55 anni, entrambi di Torino,  Salvatore Pappalardo, 75 anni di Misterbianco, Calogero Stagno 51 anni di Favara, Luigi Signorello 34 anni di Belpasso, Luigi La Croce 62 anni di Strongoli. 

Obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per G.S. 38 anni di Paternò, L.S. 63 anni di Adrano, P.A.A. 57 anni di Paternò, R.W.A. di 70 anni di Albiano D'Ivrea, B.F. 82 anni di Centuripe. 

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta su richiesta della Procura della Repubblica nissena.

Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica nissena, le attività di una holding criminale transnazionale che, da anni, gestiva un ingente traffico di beni archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia e destinati all’illecita esportazione all’estero.

Le indagini, avviate nel 2014, hanno permesso di recuperare oltre 3.000 reperti archeologici per un valore superiore ai 20 milioni di euro.

In territorio italiano l'operazione è stata condotta in sinergia con i Comandi provinciali di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Crotone, Enna, Lecce, Napoli, Novara, Taranto, Ragusa, Siracusa ed il supporto del nono Nucleo Elicotteri di Palermo e dello squadrone Eliportato "Cacciatori Sicilia. Sono state eseguite numerose perquisizioni per la ricerca di reperti trafugati. 

Oltre 250 i carabinieri impegnati che hanno operato sia in territorio italiano che estero, congiuntamente a investigatori della Metropolitan Police di Londra, della Polizia Criminale di Baen - Wùrttemberg e della Guardia Civil Spagnola. 

 L'indagine denominata "Demetra" sviluppata dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo in collaborazione con il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caltanissetta, è stata avviata nel 2014 a seguito di un episodio di scavi clandestini nel territorio di Riesi. I primi accertamenti hanno consentito di verificare che non si trattava di una vicenda isolata ma riconducibile ad un fenomeno di sistematica aggressione al patrimonio archeologico siciliano. 

Pertanto, l'attività investigativa ha avuto l'obiettivo di risalire fino ai vertici dell'archeotraffico. Dall'inizio delle indagini i carabinieri hanno recuperato oltre 20 mila beni archeologici per una valore di mercato superiore ai 20 milioni di euro. 

L'operazione ha riguardato due filoni principali.

Il primo da cui sono partite le indagini vede come figura cardine il riesino Francesco Lucerna personaggio cui secondo gli investigatori faceva riferimento un articolato sodalizio criminale che da decenni operava un sistematico saccheggio di aree archeologiche nissene ed agrigentine. I reperti venivano destinati a facoltosi collezionisti nel Nord Italia, che sarebbero stati consapevoli della provenienza illecita dei beni. Il gruppo dagli accertamenti effettuati dalle forze dell'ordine disponeva anche di falsari, con laboratori individuati nella provincia catanese.

Il secondo filone di respiro internazionale è stato sviluppato approfondendo elementi emersi nella prima fase dell'indagine. In tale contesto veniva accertato che persone riesine e gelesi risultavano in collegamento con una holding criminale transnazionale guidata dal mercante d'arte londinese William Thomas Veres.  

Grazie a una complessa rete logistico - operativa estesa tra l'Italia, la Spagna e la Germania, l'organizzazione era in grado di trafficare considerevoli quantitativi di beni archeologici siciliani. I reperti provento di scavi clandestini venivano presi in consegna dai referenti locali dell'organizzazione e quindi affidati a "corrieri" che li esportavano clandestinamente in Germania. Giunti a destinazione venivano ripuliti, attraverso fittizie attestazioni di provenienza ed immessi nel mercato legittimo dell'arte, attraverso case d'asta operanti a Monaco di Baviera.

Per aumentare ulteriormente i profitti, anche questa organizzazione disponeva di falsari la cui base logistica è stata individuata a Riesi. 

Last modified on Mercoledì, 04 Luglio 2018 16:56
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated. HTML code is not allowed.