Altri 11 indagati per il «Sistema Montante», tremano i palazzi della politica. Avvisi di garanzia a Crocetta, ex assessori regionali e imprenditori Featured

Mercoledì, 16 Maggio 2018 09:58 Written by  Published in Cronaca

Non si arrestano le scosse del terremoto giudiziario scatenato lunedì dall'inchiesta “Double Face”, che lunedì aveva portato all'arresto dell'ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante e di altre cinque persone, tutte ai domiciliari.

L’inchiesta che ha scosso i palazzi della politica e dell’imprenditoria siciliana arriva anche a Rosario Crocetta: l’ex presidente della Regione siciliana sarebbe indagato dalla procura nissena per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito. Sarebbe accusato di aver messo in giunta due fedelissime di Montante, ritenuto il dominus di una centrale di spionaggio e affari. Per gli stessi reati sarebbero indagati anche gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello e l’ex presidente dell’Irsap Mariagrazia Brandara, pure lei vicina a Montante.

Insieme all'ex presidente degli industriali siciliani sarebbero indagati invece per corruzione, abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti gli imprenditori, Carmelo Turco, Rosario Amarù, Totò Navarra e Giuseppe Catanzaro. Secondo i pm di Caltanissetta, nel 2012, avrebbero finanziato illecitamente con duecentomila euro la campagna elettorale di Crocetta e della lista «Il Megafono».

In cambio, sempre secondo l’accusa, Crocetta, avrebbe nominato Linda Vancheri e successivamente Mariella Lo Bello alla guida dell’assessorato alle Attività produttive, e Maria grazia Brandara a commissario dell’Irsap.

Le notifiche delle comunicazioni giudiziarie sono ancora in corso.

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Gabriele Paci, dei sostituti procuratori Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso, Montante avrebbe pilotato le scelte del governo Crocetta. Una rete di potere e favori sulla quale era stata fatta luce con l'operazione «Double Face», eseguita all'alba di lunedì con sei arresti e 16 denunciati a piede libero (uno dei quali, un sovrintendente della Polizia, sospeso per un anno dai pubblici uffici). 

Gli arresti domiciliari erano scattati, oltre che per Montante, anche nei confronti dell'imprenditore Massimo Romano, del colonnello dei carabinieri Giuseppe D'Agata, del maggiore della Guardia di finanza Ettore Orfanello, il sostituto commissario di pubblica sicurezza Marco De Angelis e l'ex appartenente alla Polizia di Stato Diego Di Simone Perricone, attuale security manager di Confindustria nazionale. 

L'inchiesta si allarga a macchia d'olio, riguarda già 33 persone, ma non si escludono ulteriori sviluppi.

A Caltanissetta, da dove tutto è partito circa tre anni fa, sono in corso gli interrogatori di garanzia. Oggi è stato il turno del maggiore della guardia di Finanza Ettore Orfanello. Ieri era stato sentito l'indagato numero uno dell'inchiesta, Antonello Montante, il quale aveva risposto alle domande difendendosi dalle accuse.

Last modified on Mercoledì, 16 Maggio 2018 17:39
Redazione

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