Niscemi: inchiesta «Polis», tornano liberi La Rosa e Attardi, ex sindaco e assessore indagati per favori elettorali. Il Riesame: «Non andavano arrestati» Featured

Sabato, 15 Luglio 2017 11:11 Written by  Published in Cronaca

Tornano liberi cinque dei nove indagati nell'opreazione «Polis», il terremoto giudiziario abbattutosi su Niscemi all’indomani delle elezioni amministrative. Il tribunale del Riesame di Caltanissetta, presidente Canto, ha disposto la scarcerazione dei 5 soggetti finiti ai domiciliari per scambio di favori elettorali.

 

Rimangono sottoposti alla misura detentiva i quattro indagati per il reato associativo. Quindi Mafia. L’ex sindaco La Rosa torna libero dopo 17 giorni. A suo carico l’accusa di aver beneficiato di favori elettorali in cambio di presunte utilità ad esponenti di Cosa Nostra locale. Oggi l’annullamento dell’ordinanza: secondo i magistrati del Riesame, La Rosa non andava arrestato. Torna libero anche l’ex assessore ai Lavori pubblici, l’architetto Carlo Attardi, finito nel vortice giudiziario assieme al papà Giuseppe, imprenditore gelese, entrambi accusati di avere favorito la scalata di La Rosa. Anche per i due Attardi ordinanza annullata e remissione in libertà con il solo divieto di recarsi a Niscemi in attesa che la vicenda giudiziaria continui il suo corso. Domiciliari revocati anche ai fratelli Giuseppe e Salvatore Mangione, che tornano liberi ma avranno l’obbligo di presentazione presso gli uffici della Polizia Giudiziaria. La Rosa – contattato da Rete Chiara tramite il suo legale – ha deciso di non commentare il provvedimento e di non voler rilasciare, almeno per ora, dichiarazioni sulla vicenda. «È un uomo molto provato» riferisce l’avvocato Giuseppe D’Alessandro, difensore di La Rosa. «Ha detto che parlerà a suo tempo. E dirà tante cose. Per adesso non intende rilasciare dichiarazioni». Il legale, sottolinea la legittimità delle tesi difensive, in particolare riguardo ai due episodi che tanto scalpore avevano suscitato nell’opinione pubblica. Ovvero la presunta somma di 10 mila euro offerta a un candidato e l’acquisto di voti mediante l’offerta di 100 euro a elettore. Tesi che, secondo la difesa, non hanno trovato fondamento nella decisione del Tribunale del Riesame. A difendere i cinque imputati che hanno ottenuto la libertà sono gli avvocati Flavio Sinatra, Giuseppe D’Alessandro, Francesco Spadaro ed Enrico Trantino.

Last modified on Sabato, 15 Luglio 2017 18:35
Redazione

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