Gela: retata dei Carabinieri nella notte, in corso 16 misure cautelari per una vasto traffico di droga. Perquisizioni e arresti anche in Basilicata Featured

Venerdì, 19 Maggio 2017 05:09 Written by  Published in Cronaca

È in corso dalle prime ore dell’alba una vasta operazione antidroga, nome in codice «Tomato», che vede impegnati Carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta e militari del reparto territoriale di Gela.

Gli investigatori hanno fatto luce su una rete di soggetti, tra figure apicali e manovalanza, dediti allo spaccio di stupefacenti.

Un ruolo di maggiore caratura quello rivestito da Alessandro Scilio e Vincenzo Di Maggio, personaggi del sottobosco gelese ai quali vanno aggiunti soggetti di Palermo e Catania che - risulta dalle carte dell'inchiesta - erano i veri "squali" dell'organizzazione.

 

I personaggi:

Sedici le misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gela su richiesta della locale Procura. Dieci le persone trasferite in carcere, stamattina al termine delle formalità. Cinque le ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

La sedicesima ordinanza prevede la misura dell'obbligo di firma per un giovane (S.A. le iniziali) residente in Lucania, a Tempa Rossa, in provincia di Potenza.

In carcere sono finiti:

Alessandro Scilio, 38 anni;

Salvatore Stamilla, 45 anni;

Vincenzo Di Maggio, 28 anni;

Salvatore Antonuccio, 40 anni;

Giuseppe Fausto Fecondo, 45 anni;

Luigi D'Antoni, 52 anni;

Giovanni Traina, 52 anni;

Salvatore Graziano Mazzolino, 25 anni;

Massimiliano Avenia, 38 anni; 

Giovanni Battista Calascibetta, 61 anni, arrestato a Palermo;

Antonia Cricchio, 57 anni, arrestata a Palermo;

Agli arresti domiciliari sono stati sottoposti: 

Salvatore Antonuccio, 40 anni;

Giovanni Palermo, 49 anni;

Gaetano Fiaccabrino, 46 anni;

Gaetano Marino, 33 anni;

Luciano Guzzardi, 53 anni. 

Sono circa 80 i militari impiegati nel blitz, in corso nelle province di Caltanissetta, Palermo, Catania e Ragusa. Provvedimenti del giudice, uno in particolare, sono in corso di esecuzione anche oltre Stretto, in Basilicata, con l'interessamento dei reparti dell'arma d Potenza e Matera.

Sul campo stanno operando unità cinofile.

Nel corso dell'indagine i militari hanno ricostruito i canali di ingresso dell’eroina e cocaina a gela e numerosi episodi di spaccio.

 

Le rapine per la droga.

Denaro frutto di rapine veniva reinvestito nella droga, che veniva acquistata a Catania e Palermo per poi essere smerciata a Gela e nel suo hinterland. Partendo dalle indagini per una rapina a una coppia di anziani, risalente al 2014, i militari hanno fiutato la pista degli stupefacenti e si sono messi al lavoro. Numerose le intercettazioni realizzate. Gli indagati, temendo di essere controllati, utilizzavano un linguaggio criptico.

Così la droga era la «Cosa» o il «Pomodoro». Da qui il nome in codice dell'operazione Tomato, pomodoro in inglese.

 

Il ritorno della «Dama Bianca».

L'operazione consente agli investigatori di ricostruire un vasto giro vertente sull'eroina. La «Dama Bianca» veniva acquistata a Palermo. Un mercato fiorente e in crescita, tanto che a un certo punti il gruppo dei "picciotti" gelesi si era guardato intorno, preferendo rifornirsi a Catania, e trascurando di continuare a chiedere la "materia prima" ai fornitori di Palermo. Riferimenti - secondo l'accusa - erano Luciano Guzzardi per il capoluogo etneo e una coppia di coniugi, Calascibetta e Cricchio, a Palermo. Secondo i Carabinieri dal 2015 si sarebbe registrato un incremento nei consumi di eroina, molto più a buon mercato rispetto alla cocaina. Sostanza che verrebbe non più iniettata in vena ma "sniffata" e "fumata" (ovvero attraverso l'inalazione dei vapori riscaldati su stagnola. Una pratica che darebbe grave dipendenza con grave rischio per la salute.

 

Lo spaccio davanti la scuola.

I militari hanno la certezza che tra i luoghi dello spaccio vi fossero molti luoghi di ritrovo della cosiddetta movida. Centro storico, via Venezia. Ma anche le scuole. Dalle carte dell'inchiesta risulta che la droga veniva smerciata anche nei pressi di un chiosco, a Caposoprano, ritrovo giornaliero di studenti delle scuole superiori durante l'intervallo di metà mattina.  

Tutti i dettagli sono stati illustrati in una conferenza stampa svoltasi in Procura a Gela, presente il procuratore capo, Fernando Asaro e il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Gerardo Petitto. 

In questi mesi numerosi e importanti erano stati i sequestri compiuti dalle forze dell'ordine in materia di stupefacenti.

Intere piantagioni di Cannabis erano state sequestrate dai Carabinieri nei territori di Gela, Butera e Riesi, anche in località e impervie e isolate. Risultati resi possibili grazie alla conoscenza del territorio e alle ricognizioni eseguite dall'alto, con l'ausilio di elicotteri dotati di sofisticati sistemi di videoripresa.

L'ultimo blitz era scattato due giorni fa nelle campagne di contrada «Turchio Grande», a pochi chilometri da Butera. All'interno di un casolare erano state scoperte e sequestrate circa 500 piante di marijuana già in fase di essiccazione e pronte per lo smercio. Oltre 200 chilogrammi di sostanza stupefacente che, se immessa nel giro dello spaccio, avrebbe fruttato circa 200 mila euro.

Last modified on Venerdì, 19 Maggio 2017 11:38
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela e dei comuni del comprensorio. In particolare Niscemi, Riesi, Butera e l’area del Vallone.

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