Gela: disputa sul «tesoro» artistico del convento di Sant'Agostino. Mulè: «Riempito un camion alle 4 di notte». Giusto che l'Ordine se ne appropri? Featured

Martedì, 03 Gennaio 2017 16:20 Written by  Published in Cronaca

Che fine hanno fatto le opere e gli oggetti sacri del Convento di Sant'Agostino? Se lo chiede il professor Nuccio Mulè, studioso di storia, appassionato di patrie memorie, in una lettera inviata al Soprintendente e al Vescovo.  

Dopo l'abbandono della struttura, dovuto essenzialmente alla carenza di sacerdoti, l'Ordine agostiniano ha restituito alla Curia le strutture conventuali e la Chiesa. Mulè si interroga però sul destino di alcuni dipinti antichi, tele del '600 e del '700, e di alcuni oggetti del corredo liturgico in argento e oro.

Nella lettera, inviata il 18 ottobre ma i cui contenuti sono stati resi noti solo adesso, Mulè chiede di sapere se i Padri Pii Agostiniani, dopo aver lasciato definitivamente la chiesa e il convento, abbiano mai chiesto l’autorizzazione a trasferire beni culturali e oggetti di valore come ori, argenti, libri di varie epoche, il tutto già ampiamente storicizzato.

«E per l’esperienza che abbiamo - riferisce l'esperto di storia - il bene culturale storicizzato rimane dove si trova. Ma per Gela, a quanto sembra, il concetto di storicizzazione non vale. Da quella data a oggi non si è avuta nessuna risposta. Eppure allo scrivente non sembra di essere stato scortese o di aver chiesto cose impossibili; non è stata data nemmeno una risposta di cortesia a un cittadino che si preoccupa di evitare il depauperamento del patrimonio storico della propria città».

Una lettera di protesta, quella inviata in ottobre a Vescovado e Beni Culturali, nella quale l'ex dirigente scolastico del Liceo Scientifico non usa di certo il guanto di velluto.

«Non si è a conoscenza - dice Mulè - dell'effettivo inventario delle cose portate via, dal momento che alla chetichella è stato riempito un camion di roba del convento, alle quattro di mattina di qualche mese fa soprattutto per evitare eventuali proteste dei fedeli e in particolare dello scrivente».

Mulè ha così deciso di rendere pubblico il contenuto della sua lettera, sollecitando risposte e allegando un elenco di opere e oggetti per così dire "contese": una tela secentesca con cornice quadrilobata raffigurante l’agostiniano terranovese Beato Giovanni Guccio; un dipinto del '700 raffigurante Sant'Agostino; una tela la datata 1627 raffigurante il Ritorno d’Egitto; Libri antichi e argenti.

Abbiamo cercato di avere una replica dai sacerdoti, oramai in altra sede, e dall'Ordine stesso degli agostiniani. Non ci è stato possibile. E rimaniamo pronti a riportare la posizione ufficiale della congrega sulla vicenda.

Quello che una fonte (autorevole ma che preferisce l'anonimato) accetta di dichiarare è semplicemente che «beni della chiesa, i paramenti di San Giuseppe, ad esempio, Santa Rita, gli oggetti della sacrestia, sono dove sono sempre stati: al loro posto».

«Nel dubbio - invita la fonte - basta chiedere a don Lino Di Dio, attuale rettore del convento. Quanto ai beni di proprietà dei nostri confratelli defunti, essi non appartenevano alla Chiesa ma all'ordine. Giusto che siano state prelevate».

L'interrogativo quindi è il seguente: dove finisce il diritto di "prelazione" degli agostiniani su quei beni (Mulè allude allo "scippo") e dove invece comincia il diritto di una comunità di preservare le opere della tradizione? E qualora altri ordini - si chiede Mulé - abbandonassero la città e le sue chiese, cosa ne sarebbe del loro patrimonio storico e artistico?

Sono domande che giriamo ai nostri cari lettori per eventuali spunti o riflessioni. 

Last modified on Martedì, 03 Gennaio 2017 18:13
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated. HTML code is not allowed.