Marianopoli, Santuario di Belice colpito da vandali: sfregiati l'altare in pietra, la scalinata esterna e la statua della Madonna. Forzati anche i due portoni d'ingresso. Indagano i carabinieri Featured

Giovedì, 17 Marzo 2016 21:21 Written by  Published in Cronaca

Hanno danneggiato a martellate l’intera scalinata che conduce all’ingresso della chiesa, devastato l’altare esterno in pietra e distrutto la statua della Madonna, che di recente era stata donata al Santuario da un emigrato resuttanese che vive in Toscana. Poi hanno forzato i due portoni di accesso alla chiesa, probabilmente nel tentativo di colpire anche il preziosissimo Crocifisso custodito al suo interno, e dato alle fiamme un vecchio furgoncino parcheggiato nel cortile esterno.

Non hanno avuto nessuna clemenza i vandali che nei giorni scorsi (difficile stabilire con esattezza quando) hanno preso di mira il Santuario di Castel Belice, un luogo di culto e devozione, al quale migliaia di fedeli di tutto il Vallone sono profondamente legati e dove ogni anno, il 3 maggio, si raccolgono per celebrare la festa del Santissimo Crocifisso. Un santuario posto su di un colle a pochi chilometri da Marianopoli, Vallelunga e Villalba, ma ricadente nel territorio di Petralia Sottana, da dove, ieri pomeriggio sono sopraggiunti i carabinieri del locale comando, affiancati dal maresciallo di Marianopoli, Giovanni Immordino, per effettuare il sopralluogo dopo essere stati allertati da alcuni dei numerosi comproprietari del santuario. A lanciare l’allarme un agricoltore che possiede alcuni terreni vicini alla chiesa, che ha notato qualcosa di strano nella scalinata esterna: la stessa scalinata che qualche anno fa, anche con il contributo ottenuto dai comuni del consorzio “Le cinque Valli”, era stata costruita e rinnovata, ma che i teppisti non hanno risparmiato, rompendone gli scalini uno ad uno. Stessa sorte toccata all’altare in pietra collocato nel cortile esterno, dove ogni anno il vescovo della Diocesi di Caltanissetta celebra la messa solenne all’aperto. E che dire della statua della Madonna con supporto in legno, di recente donata da un resuttanese residente in Toscana? Era stata portata da poco in Sicilia e piazzata in una nicchia esterna. Nessuno poteva immaginare che sarebbe stata presa di mira insieme ad altri oggetti e spazi simbolici del santuario.

«Siamo sconvolti – racconta una comproprietaria del santuario, di Marianopoli -. Proprio quindici giorni fa eravamo stati a Belici per una bellissima celebrazione: il nostro parroco, don Bernardo Briganti, aveva voluto inaugurare alcune nuove stampe della Via Crucis, del 1909, affisse dentro la chiesa e acquistate con la donazione di una fedele di Campofranco, che aveva celebrato il cinquantesimo anniversario del suo matrimonio proprio nella chiesa di Belice, chiedendo ai suoi ospiti di non fare regali ma solo offerte al santuario». Un gesto di generosità e devozione, che adesso, dopo l’oltraggio subito da quei luoghi, sembra assumere ancora più significato.

Non è la prima volta che il santuario diventa oggetto di scorribande: nel dicembre 2012 ci fu un tentato furto che si risolse in un nulla di fatto. I ladri forzarono il portone di ingresso e il cancello del cortile, arraffando i soldi contenuti nell’offertorio esterno, ma niente di più. Stavolta invece si sono spinti oltre, con un gesto, per certi versi inquietante, sul quale si spera possano far luce al più presto le indagini dei carabinieri.

Intanto non è escluso che nei prossimi giorni si tenga una messa solenne nella chiesa del santuario per raccogliere i fedeli in preghiera, attorno al santissimo Crocifisso.

Nella foto l'altare esterno in pietra, colpito dai vandali.

Last modified on Sabato, 19 Marzo 2016 22:00
Redazione

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