Niscemi: «No Muos», un urlo silenzioso irrompe anche a Roma. Sit in all'ambasciata del Giappone. «Troppi morti, convincete gli Usa. Via la base» Featured

Lunedì, 25 Novembre 2019 09:26 Written by  Published in Cronaca

«Caro Governo giapponese, aiutaci a convincere gli Usa a spostare la più grande base mondiale di trasmissioni militari vicinissima alla popolazione di Niscemi (Sicilia). Questo micidiale campo elettromagnetico (Antenne Nrtf e Muos) sta devastando la salute ed uccidendo il futuro dei nostri figli».

Le firme sotto il manifesto sono quelle di Giuseppe Maida e Rosario Ristagno.

Il contestatissimo sistema di comunicazioni realizzato nella base della Marina Militare americana di Ulmo, malgrado le tantissime vibranti proteste popolari è funzionante a pieno regime, i Governi nazionali e regionali degli ultimi 10 anni di fatto non sono riusciti ad impedire né la costruzione né l’attivazione dell’impianto e per questo Maida, condottiero instancabile di tantissime battaglie civili a difesa dei diritti negati alla comunità niscemese, riprende insieme al presidente della Prociv Rosario Ristagno, la maratona contro il Muos

Sabato mattina hanno attuato a Roma un sit in per tutta la giornata davanti la sede dell'ambasciata giapponese, durante la quale hanno consegnato, accompagnati da agenti della polizia di Stato, la locandina dell'iniziativa e un corposo dossier sulla spinosa Querelle Muos.

«Purtroppo - scrive Maida - i nostri governi regionali e nazionali ci hanno illuso, tradito e abbandonato perché succubi degli Usa. Tu….popolo libero…Aiutaci! Grazie infinite».

«Dobbiamo far sapere a tutti - afferma - che vicino alla nostra laboriosa e pacifica città di Niscemi è in funzione la più grande e potente base mondiale di comunicazioni militari terrestre e satellitare degli Usa e che per tale ragione ci rivolgeremo anche ai Governi di altri Stati presenti all' Onu. E il primo Governo a cui noi cittadini liberi ci appelliamo è proprio quello giapponese, poiché ha pagato tragicamente con migliaia di morti civili gli effetti della bomba atomica sganciata dagli americani. Noi non ci arrendiamo e continueremo con le azioni legali e le manifestazioni eclatanti contro il Muos, affinché tutti i Governi ci aiutino a convincere gli Usa a trasferire questa maledetta base che tanto ci angoscia. Non mi rassegnerò fino a quando non verrà trasferita la base militare americana in altra località lontana da centri abitati e dove l'alta emissione di onde elettromagnetiche non può danneggiare la salute delle persone».

«Nei mesi scorsi - spiega Maida - è morto un amico di 70 anni poiché colpito da leucemia fulminante il quale abitava in una zona di campagna poco distante dall’antenna più alta Nrtf della base militare. Sono anche avvilito nel sentire frequentemente tanti concittadini lamentarsi per i tumori di cui sono affetti familiari, parenti ed amici piuttosto giovani di età. Non ci stiamo più a veder morire i nostri figli in silenzio e con l'assoluta indifferenza dei nostri governanti».

Il «Cittadino qualunque» Maida, nel corso della sua iniziativa di Roma all'Ambasciata, ha pure consegnato ai rappresentanti della Legazione diplomatica del Sol Levante una missiva scritta a penna e di suo pugno chiedendo un dono per il popolo di Niscemi: un sistema di centraline per la rilevazione delle radiazioni emanate dalla base.

Last modified on Lunedì, 25 Novembre 2019 10:03
Alberto Drago

Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.

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