Riesi: focus sulle malattie sessualmente trasmesse all'istituto «Carafa». Medico incontra studenti e docenti, iniziativa promossa dal Rotary Club Featured

Giovedì, 10 Ottobre 2019 06:10 Written by  Published in Cronaca

Gli studenti di 3° e 4° anno dell’istituto Superiore «Carafa» di Riesi hanno partecipato a una conferenza formativa di prevenzione in materia di malattie sessualmente trasmesse organizzata dal Rotary.

A parlare con gli studenti, esponendo i rischi e discutendo con loro della prevenzione, è stato Giuseppe Giannone, medico specialista in Ginecologia e presidente della commissione del distretto Rotary 2110 Sicilia-Malta il cui progetto ha la finalità, con spirito di volontariato, di dare informazioni imparziali e scientificamente corrette agli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato diversi allarmi sulla diffusione delle malattie sessualmente trasmesse, tanto da classificarle tra le assolute priorità di salute pubblica. Secondo l’OMS ogni giorno nel mondo ci sono un milione di infezioni sessualmente trasmesse (IST); ogni anno le quattro più diffuse IST presentano ben 500 milioni di nuovi casi, che sono causa di sterilità, tumori e malattie gravi che possono portare alla morte. In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, i maggiori aumenti si registrano nei condilomi (triplicati in 12 anni; dati 2016) e sifilide (aumentati nel 2016 del 70%, rispetto al 2015). Inoltre c’è una prevalenza delle infezioni da HIV (nel 2016 è risultata 75 volte più alta di quella stimata nella popolazione).

«Il progetto – dice Luigi Loggia, presidente del Rotary Club Valle del Salso – è condiviso dagli Assessorati regionali all’Istruzione e della Salute e si inscrive nell’ambito delle iniziative di prevenzione che il Governatore del Distretto Rotary, Valerio Cimino, ha voluto confermare per il secondo anno consecutivo in sintonia con l’OMS. Ringraziamo l’Interact Club Valle del Salso per la collaborazione e soprattutto la dirigente dell'istituto Carafa, Adriana Quattrocchi, per l’attenzione e la sensibilità dimostrata sulle problematiche in questione. I giovani, possono contrarre più facilmente una IST, per vari motivi: hanno tessuti anatomici più fragili nei confronti di queste infezioni; spesso non hanno sintomi o li trascurano; hanno più di frequente rapporti sessuali non protetti e in generale si espongono, non sempre con la necessaria consapevolezza, ad esperienze a rischio. Spesso si informano con amici, su internet, sui social e chat: in genere imprecisi e poco accurati. Mentre è dimostrato che un’informazione corretta riduce l’incidenza delle IST. Un’informazione corretta, inoltre, potrà fare maturare un atteggiamento positivo e responsabile e riduce l’incidenza delle IST».

Last modified on Giovedì, 10 Ottobre 2019 06:51
Redazione

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