Gela: blitz della Mobile nella notte, in arresto 4 persone. C'è pure un avvocato. L'operazione è uno stralcio dell'inchiesta antimafia «Extra Fines» Featured

Giovedì, 19 Settembre 2019 06:45 Written by  Published in Cronaca

Quattro arresti sono stati eseguiti nella notte da agenti della Squadra Mobile di Caltanissetta in collaborazione con personale della polizia di Parma nell'ambito di sviluppi investigativi legati all'inchiesta «Extra Fines» che nel 2017 fece luce sulle attività del clan Rinzivillo con una 37 arresti.

Emerge la figura di un avvocato di Gela, Grazio Ferrara, 39 anni, quale presunto uomo di fiducia del boss sin dal 2016 (durante il periodo delle indagini poi confluite nell'operazione Extra Fines) quando lo aveva fatto contattare da un suo affiliato. L´avvocato, secondo gli inquirenti, costituiva la longa manus di Rinzivillo negli affari con altri appartenenti al clan.

In carcere sono finiti:

Grazio Ferrara, 39 anni, avvocato di Gela

Benedetto Rinzivillo, inteso «Peppe u' Curtu», 55 anni, imprenditore di Gela operante nel settore delle carni;

Giuseppe Incorvaia, 73 anni, imprenditore in pensione originario di Licata;

Emanuele Zuppardo, 62 anni, di Gela ma residente a Parma dove era sottoposto alla libertà vigilata.

Sono tutti accusati di associazione mafiosa, con l'aggravante delle armi per avere fatto parte di cosa nostra, clan Rinzivillo.

L’attività investigativa che ha portato agli arresti di oggi costituisce una costola dell'inchiesta del 2017 che permise alla Polizia di ricostruire l'ascesa, ai vertici della famiglia, di Salvatore Rinzivillo.

Approfittando della carcerazione dei suoi fratelli maggiori Antonio e Crocifisso e dell’assenza sul territorio di uomini in grado di contrastarne il carisma, Rinzivillo riorganizzò il clan facendo leva sia su figure tradizionalmente appartenenti a esso che su soggetti emergenti che si erano messi a disposizione per assicurare la continuità del clan.

Dalle carte dell'inchiesta - spiegano gli investigatori - emerge in maniera netta la figura dell'avvocato Ferrara, uomo di fiducia del boss a partire dal 2016.

Il summit al bar di Gela.

Da quel momento in avanti, Rinzivillo, affida al legale lo svolgimento di incombenze delle quali non vuole occuparsi di persona. Compiti che vanno ben oltre l'attività forense.

Rinzivillo delega Ferrara a mantenere contatti con malavitosi, viatico più sicuro per il boss nella gestione degli affari illeciti. L'avvocato, emerge dall'indagine, sarebbe stata una sorta di longa manus del boss negli affari intessuti con Luigi Rinzivillo (del quale era diventato anche difensore di fiducia dopo il suo arresto nell’ambito dell’operazione Extra Fines).

Sempre secondo la ricostruzione degli agenti Ferrara mantiene rapporti con Benedetto Rinzivillo, arrestato nella notte e Carmelo Collodoro, 57 anni. Per quest'ultimo, esponente di cosa nostra gelese, la Dda aveva chiesto gli arresti domiciliari, richiesta rigettata dal Gip.

E ancora con Santo Napoli, presunto esponente mafioso di Milazzo.

Molto importante, ai fini investigativi, l'incontro con Paolo Rabito, uomo d’onore della famiglia di Salemi, autista degli esattori Nino e Ignazio Salvo.

Una sorta di «summit» risulta dalle carte dell'inchiesta, è avvenuto in un bar di Gela, nella zona di via Venezia, il 10 settembre 2017.

Altri incontri con Roberto Salerno, reggente della famiglia di cosa nostra di Vittoria.

I pizzini del boss.

La disponibilità di Ferrara nei confronti del boss gelese si manifestava anche dopo la carcerazione del boss: infatti, è proprio all'avvocato che Rinzivillo, approfittando del suo status di insospettabile legale, affida il compito di fare uscire le sue ambasciate dal carcere, contenenti ordini per altri esponenti della consorteria mafiosa, ancora liberi sul territorio.

Nel corso dell’indagine è stato anche rilevato che Ferrara faceva pervenire al bossi messaggi dai sodali liberi, attraverso l’esibizione di fogli manoscritti durante i colloqui in carcere: una modalità ingegnosa con la quale l’avvocato gelese pensava di eludere eventuali intercettazioni ambientali a suo carico. Benedetto Rinzivillo, alias “Peppe u curtu”, imprenditore gelese tradizionalmente operante nel commercio di carni, assicurava aiuto economico all’associazione, al capo clan Salvatore e ad altri sodali in stato di carcerazione; inoltre, l'imprenditore offriva disponibilità al capo dell’associazione ad assumere alle proprie dipendenze personale indicato dal capomafia e favoriva l’infiltrazione del clan nel tessuto economico legale attraverso il riciclaggio di danaro di provenienza illecita.

Il racket delle carni.

È indagato anche per tentata estorsione, aggravata per averla commessa in qualità di appartenente al clan mafioso, per avere tentato di procurarsi un ingiusto vantaggio in danno di un imprenditore concorrente, rappresentante di carni e salumi, tale Nunzio Cafà, che veniva minacciato di morte qualora avesse continuato ad offrire ai clienti, la stessa carne da lui commercializzata.

Giuseppe Incorvaia, imprenditore licatese di cosmetici e profumi, si metteva a disposizione del capo clan Salvatore che, dal carcere, faceva pervenire precisi ordini sempre per il tramite dell'avvocato. Inoltre, favoriva il boss gelese fornendogli il suo contributo per l’attivazione di attività economiche funzionali all’investimento e riciclaggio di illeciti proventi, avvalendosi anche in questo caso della figura dell’avvocato Ferrara.

Non meno importante la figura di Emanuele Zuppardo, storico appartenente al clan di Gela, il quale, approfittando dei permessi premio di cui si giovava durante la carcerazione a Milano, riprendeva i contatti con il boss, favorendo l’incontro tra quest’ultimo e lo storico esponente di cosa nostra di Salemi, Paolo Rabito. A ulteriore riprova del ruolo importante acquisito dall’avvocato Ferrara all'interno della consorteria, va segnalato che era stato proprio lui il prescelto dal Rinzivillo per far accompagnare quest’ultimo a un incontro riservato avvenuto il 14 aprile 2017.

 

GUARDA IL VIDEO DELLE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI DELLA POLIZIA

Last modified on Giovedì, 19 Settembre 2019 15:11
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

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