Riesi: il cadavere scoperto nella villa di Senago, cadono le accuse nei confronti di Cammarata. Il Riesame accoglie il ricorso della difesa

Giovedì, 12 Settembre 2019 07:55 Written by  Published in People

Cadono le accuse nei confronti di Giuseppe Cammarata, quarantaduenne coinvolto nelle indagini sull'omicidio di Astrit Lamaj, l'albanese di 47 anni ucciso nel 2016, il cui corpo era stato murato dentro un vecchio pozzo sottostante un residence di Segano, in provincia di Milano.

Un ricorso presentato dal difensore di Cammarata, l'avvocato Vincenzo Vitello, era stato discusso dalla Corte di Cassazione nell'udienza del 6 settembre scorso, con annullamento e rinvio.

I giudici del Riesame hanno annullato l’ordinanza per mancanza di riscontri relativamente alla posizione di Cammarata.

A tirare in ballo il quarantaduenne riesino erano state le accuse di Carmelo Arlotta, 49 anni, fresco collaboratore di giustizia, il quale si era autoaccusato di avere avuto un ruolo nel delitto, chiamando in ballo altre 6 persone, tutti meridionali trapiantati nel nord Italia.

Un omicidio, quello dell'albanese Lamaj, a sfondo passionale ma progettato ed eseguito secondo un tipico cliché mafioso.

Secondo il racconto di Arlotta, l’albanese era stato attirato con la scusa di una compravendita di droga.

Siamo nel gennaio 2013.

Stordito con un colpo contundente, Lamaj sarebbe stato poi strangolato con un filo di nylon. Il corpo, successivamente trasportato in un appartamento in uso a uno degli indagati in attesa di essere murato all'interno di una intercapedine, nel residence - all'epoca in ristrutturazione - dove i carabinieri hanno rinvenuto i resti umani (nella primavera di quest'anno, sei anni dopo il delitto).

Stante alla «cantata» di Arlotta, sarebbe stata Carmela Sciacchitano, 63 anni, siciliana di Riesi ma da tempo residente a Genova, la mandante dell’assassinio. L'albanese, più giovane della donna di circa vent'anni, avrebbe pagato con la vita la fine di una relazione sentimentale con la donna, durata circa un anno. E dalla casa dell'ex amante avrebbe prelevato gioielli per 100 mila euro. Carmelina o Titti, così la chiamavano gli amici, avrebbe doveva lavare con il sangue quell'affronto: avrebbe chiesto l’autorizzazione dei reggenti di Riesi a reclutare sicari siciliani per l’esecuzione. 

Per l'omicidio la procura aveva indagato oltre alla stessa Sciacchitano, Giuseppe Cammarata, Carmelo Arlotta, il fratello di quest'ultimo, Angelo Arlotta, Francesco Serio, Salvatore Tambè e Calogero Chiantia (gli ultimi due a piede libero).

 

(In alto la «segnaletica» di Giuseppe Cammarata).

 

 

Last modified on Giovedì, 12 Settembre 2019 11:40
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated. HTML code is not allowed.