Gela: l'ultimo addio a Elio Gnoffo, simbolo del motociclismo on the road. Domani i funerali a Milano. Lunedì alle 19 una messa a Sant'Antonio Featured

Venerdì, 09 Agosto 2019 09:37 Written by  Published in Cronaca

«Corri fiero, vivi libero. Saremmo rimasti insieme, sulla strada, come fratelli, finché il vento non avesse smesso di soffiare, l'erba di crescere, e i fiumi di scorrere» (cit. motto degli Hell’s Angels).

Chi lo ha conosciuto non riesce a darsi pace per una vita rubata. Aveva 69 anni, Elio Gnoffo. Ma l’anima è sempre stata quella di un ventenne. Ribelle, nell’accezione più nobile. Una vita sulla moto, sulle Harley. Sul casco aveva dipinto il soprannome con il quale lo chiamavano gli amici dei gruppi bikers: «Billy», come il protagonista di Easy Rider, film cult al quale si sono ispirate intere generazioni di motociclisti. Ma Elio era lui, a sua volta, ispiratore. Lo è stato per tanti giovani, che vedevano in lui un maestro di vita, lealtà, motociclismo.

Partito dalla Sicilia nei primi anni Ottanta, tappa nel Bolognese, poi Milano. Dove aveva ricominciato una seconda vita e dove nella notte tra sabato e domenica ha trovato la morte, investito da un’Audi mentre si dirigeva verso casa in sella a uno scooter.

Ci lascia la sua simpatia, le sue battute, la sua immensa umanità.

Ci lascia soprattutto una grande lezione di vita: si può essere se stessi sempre, anche di fronte alla difficoltà, alla vita che non sempre è in discesa, che a volte ti regala l'ebbrezza di accelerate mozzafiato, ma tante altre invece ti pianta e non gira. Un po' come la moto. E lui l'ha sempre affrontata la vita. Con una forza da guerriero. Sempre avvolto nei jeans a pelle, nel suo inseparabile «chiodo», con i suoi classici stivali ricamati. E il sorriso. 

E forse si arrabbierebbe pure se ci vedesse piangere, lui che teneva solo per sé quel velo di malinconia mentre agli altri dispensava amore, ironia, valori positivi; ai suoi cari come agli amici, a chi gli ronzava intorno. Perché «Billy» era magnetico come una calamita. Non ti volevi staccare mai perché era roccia, modello, gentleman, uomo d’altri tempi pur mantenendo sempre la sua anima da giovane senza tempo.

Una fama che anni fa aveva raggiunto la redazione di Freeway, rivista nazionale che gli aveva dedicato un servizio di svariate pagine. Perché Elio era uno che ti colpiva per la sua semplicità: un motociclista, un simbolo.

Ma era anche molto altro: padre amorevole, fratello, figlio, persona speciale. Che si faceva amare all'istante. Perché era un puro.

Domani alle 11 a San Bernardo, parrocchia di Cassina Nuova di Bollate, saranno celebrati i funerali. Si annuncia la presenza di diversi gruppi bikers, familiari, amici. A Gela, lunedì alle 19, sarà ricordato nel corso della solenne celebrazione serale a Sant’Antonio.

Dicono che abbia lasciato detto di voler essere cremato. E di volere che le ceneri siano lasciate libere al vento. Come è sempre stato lui.

«Libero, sulla strada, finché il vento non smetterà di soffiare».

Ciao, Elio.

 

Last modified on Venerdì, 09 Agosto 2019 10:30
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

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