Niscemi: quattro assoluzioni in appello sul caso Muos, ora si attendono le motivazioni. Conti: «L'anomalia rimane, confido nel lavoro della Procura»

Domenica, 21 Luglio 2019 20:52 Written by  Published in People

Legali, parti in causa e cittadini attendono di conoscere le motivazioni della sentenza bis al processo sul Muos. La terza sezione della Corte d'appello di Catania, nei giorni scorsi, confermando il verdetto di primo grado, emanato dal monocratico di Caltagirone, ha assolto gli imprenditori Mauro Gemmo, Concetta Valenti e Carmelo Puglisi, nonché l’ex dirigente dell’assessorato all'Ambiente della Regione siciliana Giovanni Arnone, dall’accusa di abusivismo edilizio e violazione delle leggi ambientali per la realizzazione delle antenne Muos nella Base militare americana di Ulmo. 

Nell’udienza conclusiva, il sostituto procuratore Francesco Paolo Giordano, aveva chiesto la condanna degli imputati a un anno di reclusione, al pagamento di un’ammenda di 20 mila euro ciascuno e la confisca dell’impianto Muos, poiché realizzato in un’area della Riserva naturale Sughereta, quindi di assoluta inedificabilità. I legali difensori degli imputati Salvo Ragusa, Fabrizio Siracusano e Francesco Passanisi hanno invece chiesto la conferma della sentenza di primo grado, ovvero l’assoluzione dei loro assistiti perché il fatto non sussiste ed il rigetto del pagamento dell’ammenda per ognuno di 20 mila euro, chiesto dall’accusa.

La terza Corte d’appello di Catania ha così emesso sentenza con la conferma di quella di primo grado risalente al 5 aprile dell’anno scorso e assolto gli imputati perché "il fatto non sussiste". La terza Corte d’Appello di Catania ha anche rigettato la richiesta di confisca del Muos e condannato il Comune di Niscemi, quale parte civile nel processo, al pagamento delle spese di notifica processuali. Il Comune, patrocinato dall'avvocato Giuseppe D’Alessandro, aveva chiesto una provvisionale di 10 milioni di euro a fronte di un danno stimato di 100 milioni ed è stata l’unica parte civile condannata nel processo penale d’appello. Ancora una delusione per i comitati, i movimenti, le associazioni ed i liberi cittadini che da anni si battono contro il Muos. Adesso la Procura di Caltagirone attende il deposito della sentenza per prendere cognizione delle motivazioni ed eventualmente decidere di ricorrere in Cassazione.

«A prescindere dalla sentenza - è il commento del sindaco, Massimiliano Conti - confidiamo sempre nel lavoro della Procura, poiché rimane l’anomalia che il Muos è costruito in un’area di assoluta inedificabilità della Riserva naturale. Attendiamo il riscontro del ministero della Difesa, dell’Ambiente e della Salute per la costituzione del tavolo tecnico istituzionale che abbiamo chiesto e sul quale si è anche espresso favorevolmente il presidente della commissione Difesa del Senato, Gianluca Rizzo». 

Non è esclusa, dunque, la possibilità che la Procura di Caltagirone proceda con impugnativa presentando un ricorso in Cassazione.

Anche il Comune di Niscemi, parte civile al processo, attende le motivazioni. 

L'attenzione si sposta adesso sull'altro procedimento, in corso davanti al Tribunale di Caltagirone con il rito ordinario, nel quale sono imputati Adriana Parisi, della Lageco, una delle società dell'Associazione temporanea d'imprese “Team Muos Niscemi”, vincitrice della gara d’appalto del 26 aprile 2007, il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi e l'imprenditrice Maria Rita Condorello, della “Cr Impianti”.

Sui tre imputati pende l’accusa a vario titolo di violazione delle leggi ambientali e di abusivismo edilizio per la realizzazione dell’impianto in un’area di assoluta in edificabilità della Riserva naturale. La prossima udienza è fissata per il 8 settembre.

Intanto i Movimenti No Muos si preparano con nuove mobilitazioni e un campeggio resistente No Muos che dal 2 al 5 agosto si svolgerà al presidio permanente No Muos di Ulmo.

Last modified on Domenica, 21 Luglio 2019 21:46
Alberto Drago

Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.

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