Gela: esplosione al mercatino, due ustionati ancora in condizioni critiche. Perizie sulla bombola, proprietario del furgone rischia incriminazione Featured

Lunedì, 10 Giugno 2019 10:04 Written by  Published in Cronaca

Il rombo terribile dell'esplosione risuona ancora nelle orecchie di centinaia di avventori e commercianti ambulanti, lo scenario post bellico resterà impresso per sempre negli occhi di chi lo ha vissuto.

Ore 11.50. Esplode una bombola del gas, il tempo si ferma all'improvviso. Quindici feriti, 7 dei quali in condizioni gravi. Due gravissimi e stazionari. I medici dei Centri per Grandi Ustionati che li hanno in cura stanno soprattutto cercando di salvare loro la vita. In questi casi oltre al dolore, alle orrende cicatrici causate dal fuoco, il rischio è rappresentato soprattutto le complicazioni. Si prega in città, si spera, affinché possano trovare guarigione e possano tornare alle loro vite.

Le indagini.

Da quel mercoledì mattina sono passati 5 giorni e la macchina delle indagini non ha trascurato nulla al caso.

La Procura - stante alle ipotesi che circolano in queste ore - starebbe valutando la posizione del commerciante ambulante proprietario del camion - food adibito alla preparazione e alla vendita di polli allo spiedo, panini e altri prodotti da friggitoria.

L'uomo, 46 anni di Grotte (C.C. le iniziali), non sarebbe ancora formalmente indagato, ma sarebbe solo una questione di ore. 

Non ci sono comunicati ufficiali circa la sua posizione, né dalla Procura, né dal Commissariato di Gela. Nulla trapela. Le indagini vengono condotte con il massimo riserbo.

È possibile una ipotesi di reato di lesioni gravissime nei confronti dell'esercente, per condotta imprudente, che prevede pene che nei casi più severi possono arrivare a cinque anni.

Ma tutto è ancora nelle mani degli investigatori, i quali vogliono ricostruire ogni dettaglio dei fatti accaduti.

L'unica prova evidente è lo squarcio sulla bombola del gas incriminata. Un taglio netto, verticale. Come a volere indicare il cedimento di una delle saldature.

Il che aprirebbe la strada all'ipotesi di un difetto della bombola, un suo surriscaldamento o eccessiva pressione.

Secondo le prime indiscrezioni pare che le bombole fossero 4, collegate in serie da un condotto che alimentava il reparto fuochi del furgone (grill, friggitrice ecc.). Le bombole pare fossero posizionate sul marciapiede, immediatamente all'esterno del furgone.

La dinamica.

Al cedimento della bombola una nube di gas si è sprigionata in una frazione di secondo: forse ha investito i fuochi del girarrosto dei polli, forse un'altra fonte di calore. A quel punto la nube di gas si è trasformata in fiamme violentissime, che hanno investito in pieno cinque persone, tra cui una ragazza che lavorava a bordo del truck. E causato ustioni in altre dieci.

Imprudenza o colpa.

Gli organi inquirenti stanno procedendo con grande prudenza e professionalità. Senza lasciare nulla al caso. Sia i rottami della bombola esplosa che tutte le altre componenti raccolte a bordo del furgone e negli spazi immediatamente vicini all'esplosione, sono stati catalogati dagli uomini del gabinetto di Polizia scientifica del Commissariato, e sono ora al vaglio di periti qualificati. Nessuna delle voci che si erano diffuse dopo l'incidente viene al momento confermata. Né sulla provenienza delle bombole, né sull'eventuale ricarica avvenuta nei giorni precedenti. L'unica mezza indiscrezione di fonte investigativa riguarda una seconda bombola, erano 4 compresa quella esplosa, forse un po' deformata. Un'anomalia. Ma anche questo è da confermare. Chi le ha fornite, qual era la qualità dell'impianto al momento dello scoppio? Le uniche parole ufficiali sono quelle del prefetto di Caltanissetta, Cosima Di Stani, che a Today 24, ha ammesso la possibilità di una condotta negligente da parte di chi gestiva le bombole, ovvero, il commerciante.

Maggiori controlli nei mercatini.

«Vanno fatti tutti i riscontri - dice il prefetto - da parte dell'autorità giudiziaria. Certamente la questione pone un aspetto da prendere in considerazione, quello dei maggiori controlli che possono essere fatti in chiave preventiva.

In tal senso è mia intenzione convocare una riunione per approfondire questo aspetto e vagliare la possibilità di controlli interforze anche con l'ausilio dei Vigili del fuoco e dell'Asp per verificare la qualità delle autorizzazioni rilasciate. Non posso esprimermi sulla presenza delle bombole sul marciapiede, sono valutazioni di competenza dell'autorità giudiziaria. Certo, la negligenza, c'è stata».

Bombola difettosa?

Le uniche parole ufficiali dalle fonti investigative sono quelle rilasciate dal nuovo dirigente del commissariato di Polizia, Salvatore Cicero, poche ore dopo l'esplosione, ai microfoni del TG3.

«L'esplosione - dice il funzionario di Polizia - dovrebbe essere stata causata da una bombola che si presume difettosa ma la Procura, che sta eseguendo gli approfondimenti tecnici accerterà di cosa si è trattato. Il furgoncino era a norma? Sicuramente l'esercente aveva le autorizzazioni necessarie».

Non rimane che attendere lo sviluppo delle indagini e l'eventuale iscrizione sul registro degli indagati a carico di chi ha eventualmente responsabilità nella terribile esplosione. 

Last modified on Lunedì, 10 Giugno 2019 13:24
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

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