Gela: non pagò le imposte perché si trovava in stato di necessità, Tribunale assolve imprenditore. Emanata sentenza destinata a fare giurisprudenza Featured

Giovedì, 07 Marzo 2019 19:26 Written by  Published in Cronaca

Omesso versamento dell'Iva 2009 1,3 milioni di euro e omesso versamento delle ritenute certificate anno 2010 per un totale di circa 300 mila euro. Era questa l'accusa gravante sul capo di un noto imprenditore gelese, operante nel campo della metalmeccanica.

L'uomo è stato assolto stamattina dal Tribunale di Gela, che ha emanato una sentenza destinata a fare da riferimento giurisprudenziale.

La difesa, infatti, ha dimostrato, grazie alla produzione di documenti contabili, bilanci e a una perizia di parte, che il mancato pagamento di quelle imposte in quel periodo era dovuto a una crisi di liquidità nella quale l'azienda si era trovata per cause non imputabili alla società stessa.

«Abbiamo dimostrato - dice Joseph Donegani, avvocato che assieme al collega Emanuele Maganuco difende l'imprenditore - che la società, che lavorava in quel periodo in regime di subappalto, con margini di guadagno e profitto molto risicati, messa alle strette se pagare gli stipendi ai dipendenti o versare le imposte aveva preferito pagare le retribuzioni dei propri dipendenti».

L'azienda aveva attivato appositi piani di rientro dilazionati con l'Erario che ha onorato solo parzialmente. Era riuscita a rifondere debiti per circa 900 mila euro, poi si era dovuta fermare. E la società, dopo circa due anni, era stata messa in liquidazione.

Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell'imprenditore a un anno di reclusione. La difesa, secondo un orientamento della Cassazione risalente al 2017, ha chiesto e ottenuto l'assoluzione dell'imputato.

È stato accolto il principio giuridico secondo cui non è punibile l'imprenditore che non può fare fronte al pagamento delle imposte per "stato di necessità": si è trovato nella impossibilità di adempiere.

«Ritenevamo - dice Donegani - insussistente l'elemento oggettivo, ossia, il dolo».

Il giudice ha accolto le tesi della difesa.

Last modified on Giovedì, 07 Marzo 2019 20:04
Redazione

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