Gela: guerra ai «furbi del sacchettino», fioccano le multe. I controlli del Comune si rivelano efficaci. Ci sarebbe già un primo denunciato Featured

Venerdì, 21 Dicembre 2018 11:55 Written by  Published in Cronaca

A qualcuno era anche scappato il sorriso quando Today24 aveva scoperto che il Comune aveva dato il via a una campagna di prevenzione e repressione senza precedenti contro i «furbetti del sacchettino». Auto nascoste, telecamere hi-teach e pattuglie schierate anche in orari insoliti. E poi quel nome in codice, operazione «Zulu», aveva alimentato la vena ironica dei più scettici.

Nulla di più sbagliato. La stretta decisa dal commissario straordinario, Rosario Arena, e dal comandante della polizia municipale, Giuseppe Montana, inizia a dare i suoi frutti. In alcuni casi clamorosi.

Sono decine, infatti, i trasgressori «pizzicati» con il... "corpo del reato" (il sacchetto) ancora in mano. Fermati e identificati, molti ammettono all'istante l'errore. 

Ma per redimersi le sole scuse non bastano più. La Sicilia, come noto, è in emergenza ambientale, decisa dal Presidente della Regione. E Gela, oltre al problema di carattere generale, patisce il vergognoso fenomeno dei "cumuli". Per questo siamo in regime di tolleranza zero. Così chi deposita rifiuti rischia di portarsi a casa una bella multa (150 euro) che dovrà essere pagata nei canonici sessanta giorni. Pena il raddoppio, la sanzione, l'iscrizione nel ruolo. Insomma c'è poco da scherze.

E la cosa che più colpisce è il fatto che "quelli del sacchettino" non sono solo furbetti, ma anche un po' delinquenti. Infatti, nove volte su dieci, partono da altri quartieri, altre strade, e vanno a scaricare la spazzatura sotto casa d'altri.

Una domanda, allora, sorge spontanea... ma a quanto costa la benzina per recarsi sotto casa altrui e coi rischi che si corrono non sarebbe più semplice fare correttamente la differenziata?

Giriamo la domanda a lor signori  (i furbetti, va...).

In Municipio, dal canto loro, non hanno alcuna intenzione di mollare. Anzi. I servizi verranno intensificati con l'ausilio di telecamere ad alta risoluzione e soprattutto "invisibili". Apparecchi capaci di "leggere" una targa o registrare il volto del trasgressore anche di notte e a distanze impensabili.

Non sarebbe molto più semplice evitare rischi (differenziando correttamente) e contribuire al decoro della città?

Giriamo anche questa domanda a lor signori  (i furbetti, va...).

Ma chi sono i trasgressori?

Alcuni sono anziani ai quali la differenziata non riesce proprio a entrare nelle corde. Poi ci sono quelli di passaggio, che prima di andare a iniziare il turno in fabbrica o in ospedale, sganciano il sacchetto sotto casa d'altri. Nella massa c'è anche qualche straniero, gente che per difficoltà linguistiche stenta a recepire le norme. O semplicemente è poco incline a rispettarle.

Tutti, una volta beccati, ammettono l'errore, intascano la multa e vanno via a testa bassa. Probabile che non lo rifaranno.

Poi ogni tanto beccano lo spiritoso di turno, quello che vorrebbe aver ragione pur sapendo di essere nel torto marcio. O magari offende. E allora capita, come avvenuto qualche giorno fa, che oltre alla multa si porti a casa pure una denuncia.

Da sacchettino al penale, in fondo, il confine è molto sottile.  

 

Last modified on Venerdì, 21 Dicembre 2018 17:39
Delfina Butera

Giornalista pubblicista, appassionata e grande lettrice di autori contemporanei, dal 2004 collabora con il Giornale di Sicilia. Nel 2007 ha curato l’ufficio stampa dell’assessorato provinciale alla Solidarietà. Ha coordinato un corso di formazione sui temi del giornalismo al Liceo «Vassallo» di Riesi.

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