Rinnovo contratto, appello del Nursind agli infermieri: «Il 23 sciopero a Roma e in provincia. Non credete alle false promesse. No a proposte che ridicolizzano la nostra professione»

Domenica, 11 Febbraio 2018 17:19 Written by  Published in People

«Non accettiamo le condizioni del nuovo contratto che ridicolizza gli operatori sanitari e ci porterà a manifestare il 23 febbraio a Roma e in ogni ospedale, distretto o ambulatorio della nostra Asp di Caltanissetta».

È l’appello alla partecipazione lanciato dal Nursind nisseno agli infermieri della provincia in vista della grande manifestazione in programma nella Capitale. «Il Nursind di Caltanissetta – dice il segretario territoriale Giuseppe Provinzano - sarà a Roma con una numerosa rappresentanza a manifestare contro un rinnovo del contratto che non soddisfa nessuno, scenderemo in piazza il 23 febbraio per gridare che siamo stanchi, stanchi di garantire una cosi accurata e specializzata assistenza senza un adeguato ritorno in termini di immagini e in termini economici».

Provinzano ricorda che «il disagio lavorativo che quotidianamente si vive in seno a questa Asp e palpabile, gli Infermieri spesso vengono chiamati a saltare il riposo ed a coprire i vuoti in organico ormai cronici, da nord a sud della provincia. La mancanza di programmazione, pianificazione nonché la non collaborazione con il sindacato delle professioni infermieristiche induce a pensare che i veri problemi della sanità di questa provincia siano ben altri». Per il Nursind «un imminente tsunami sembra abbattersi sulla sanità nazionale e locale, con conseguenze a dir poco catastrofiche per l’intera popolazione. Dopo nove anni di blocco dei contratti nessuno può liquidarci con un misero aumento e soprattutto se ciò non venga garantito dalla prossima legge finanziaria che il prossimo governo dovrà attuare».

Provinzano spiega che «i confederali hanno fretta di chiudere questo contratto al ribasso e noi non ci stiamo. In queste ore sentiamo sedicenti sindacalisti che cercano con spirito populista di intraprendere dei percorsi che poi si rivelano subito per quello che realmente sono, cioè bolle di sapone o solo propaganda elettorale in vista delle imminenti elezioni dei rappresentanti sindacali. Noi non vogliamo essere complici di questo sistema sanitario, di un sistema in cui le visite in intramoenia siano considerate l’unica soluzione per ridurre le liste di attesa, non saremo complici di chi per qualche voto o per un po’ di visibilità, svende la propria professione infangando l’intera categoria e soprattutto penalizzando e discriminando gli utenti che giornalmente si recano in tutte le strutture sanitarie del comprensorio, per essere curati».

Redazione

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