Riesi ricorda il suo coraggioso figlio Gaetano Giordano. Giovedì manifestazione dell’associazione antiracket in memoria del commerciante ucciso dalla mafia

Martedì, 14 Novembre 2017 14:58 Written by  Published in People

Riesi ricorda un suo coraggioso figlio, Gaetano Giordano commerciante che si rifiutò di pagare il pizzo alla mafia.

Un «no» che pagò perdendo la vita. Il valoroso imprenditore che non si piegò alla mafia verrà commemorato giovedì con una celebrazione e altre iniziative in occasione del venticinquesimo anniversario della sua morte. Promotore dell’evento Eugenio Di Francesco, componente dell’associazione Antiracket dedicata proprio a «Gaetano Giordano».

«Riesi – dice Di Francesco - ricorda Gaetano Giordano perché è figlio di questa terra sconosciuto a molti cittadini. Un martire che ha donato la propria vita per ribellarsi ai contesti mafiosi ed il ricordo di Giordano vuole essere un monito per tutti a ribellarsi alla cultura dell’omertà e del silenzio ed a essere protagonisti di una società che vuole parlare, sentire e vedere».

Giovedì alle 17.30 in piazza Livatino sarà deposta una corona di alloro per non dimenticare tutte le vittime di mafia. Alle 18.30 verrà celebrata una messa nella chiesa Don Bosco. Successivamente sarà proiettato un docu – film sulla vita di Giordano. Seguiranno le testimonianze di Franca Evangelista, vedova del commerciante, del presidente dell’associazione antiracket «Giordano» di Gela Renzo Caponetti e del promotore della manifestazione Eugenio Di Francesco.

Gaetano Giordano nasce a Riesi il 9 giugno del 1937. Terminato il servizio militare apre un’attività di parrucchiere per uomo. Nel 1963 conosce Franca Evangelista, genovese, giunta a Gela per seguire l’attività lavorativa del padre. Il commerciante diventa padre di due figli, Massimo e Tiziana. Nel 1989 Gaetano e Franca ricevono la prima richiesta estorsiva. I coniugi si recano immediatamente dai Carabinieri per sporgere regolare denuncia. La sera del 10 novembre del 1992 il commerciante viene ucciso con cinque colpi di arma da fuoco. Nell’agguato resta ferito il figlio Massimo che era con lui. L’uccisione del commerciante gelese decisa con un sorteggio dalla mafia, doveva essere un monito per negozianti e imprenditori che si rifiutavano di pagare il pizzo. Ma quell’omicidio riesce a sortire l’effetto contrario: la cittadinanza prende coscienza e inizia a ribellarsi alle estorsioni.

Nel maggio del 2005 nasce a Gela l’associazione antiracket «Gaetano Giordano» diretta dal presidente Renzo Caponetti che in questi dodici anni di attività associativa, ha portato più di 185 imprenditori a denunciare, con decine di operazioni di Polizia e Carabinieri.

Last modified on Martedì, 14 Novembre 2017 15:03
Redazione

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