Gela: «Il respiro di Ciatu», l'arte come antidoto alle barriere della diversità. Spettacolo ed emozioni al Teatro «Eschilo»

Martedì, 14 Maggio 2019 13:57 Written by  Published in People

Per la prima volta a Gela al Teatro Eschilo, Il respiro di “Ciatu”: perché corpo e anima non sono due cose, sono la persona. E’ stata una piacevolissima sorpresa per la città scoprire che anche attraverso il canto, la danza e la recitazione è possibile trasferire messaggi importanti, come quello che sabato sera i ragazzi dell’associazione Neon hanno voluto donare agli spettatori presenti in platea: “Osservare , comprendere e superare le barriere della diversità”. 

Anche i bambini che hanno assistito allo spettacolo non sono riusciti a trattenere le emozioni, questo conferma la bontà e l’efficacia del messaggio. Fortemente voluto da Giacomo Giurato in qualità di coordinatore regionale di Aipamm, l’Associazione Italiana Pazienti con Malattie Mieloproliferative con il sostegno del Comune di Gela, Admo sezione di Gela e il Coro Perfetta Letizia, “Ciatu” è riuscito a coinvolgere tutti dai più grandi ai più piccini . “Siete riusciti a farci respirare “U ciatu da vita” hanno commentato gli attori a fine spettacolo. Commovente il dono che alcuni bambini hanno voluto dedicare agli attori: il nasino rosso di Patch Adams come segno dell’amore per la Vita. Lo spettacolo ha avuto un fuori programma con l'esibisione del coro perfetta letizia con la direzione del M° Melissa Minardi e del M° Nuccia Scerra al pianoforte, che ha eseguito il brano Cocciu d'amuri di Lello Analfino in polifonia rielaborato per coro dal maestro Sebastiano Zingone. Commovente la Ninna Nanna per coro e solista, del M° Giovanni Ferrauto, intonata dal soprano Monia Placenti che è stata l'occasione per formulare gli auguri a tutte le mamme presenti.L'esibizione del Coro si è conclusa con l'esecuzione dell'Ave Maria di Gomez che ha visto protagonista come solista il M° Melissa Minardi.

«Ci sono più parole in un millimetro di pelle che in mille pagine di carta», in questa parafrasi shakespeariana, un autore sensibile e profondo come Piero Ristagno esprime tutta la poesia e il significato di “Ciatu”, lo spettacolo che vede in scena la Compagnia Néon per la regia di Monica Felloni. «La messinscena – svela ancora Ristagno – è il succedersi di azioni teatrali intrise di canto, poesia, immagini, musica e danza in una sequenza appassionata e lieve. È arte che accoglie il futuro dal quale trae linfa per vivere. È tempo, è spazio, è molteplicità di corpi. ci si scrive amore a ogni tocco di corpo». Lo spettacolo, che nel tempo ha conosciuto una straordinaria evoluzione, vanta importanti e qualificati crediti. I testi originali sono di Piero Ristagno, Danilo Ferrari, Stefania Licciardello, Manuela Partanni, Chiara Tinnirello; l’elaborazione drammaturgica è di Federico Ristagno. Ricordiamo, tra i creatori dello spettacolo, la stessa Monica Felloni, Manuela Partanni, Patrizia Fichera, Stefania Licciardello. In scena agiscono oggi gli interpreti Maria Stella Accolla, Roberta Aquilotti, Kevin Cariotti, Anna Cutore, Luca D’Angelo, Emanuela Dei Pieri, Danilo Ferrari, Antonio Fichera, Alfina Fresta, Giovanni Gerace, Enzo Malerba, Manuela Munafò, Emily Reitano, Dalila Ruggeri, Dorotea Samperi, Gaia Santuccio. «In scena – evidenzia Monica Felloni – è il genere umano, nella sua varietà possibile, che si contamina nel linguaggio, si cerca nella parola, si mostra nel gesto, coesiste all’interno di relazioni fatte di specialità ordinarie ed eccezionali. Ciatu non ha confini di lingua, è un intreccio di relazioni, è una esperienza che avvolge tutti i partecipanti, è uno scambio di emozioni attraverso l’uso dei diversi linguaggi dello spettacolo dal vivo. In Ciatu si allestisce una scena- mondo affidata alla peculiare diversità di ogni attore coinvolto. La differenza diviene la tela sulla quale arte e natura si iscrivono per generare la bellezza di ogni forma dell’essere vita. Il pubblico, allo stesso modo, è parte integrante dell’opera nella quale vengono esaltate le diversità del singolo; un pubblico che non esclude nessuno e che partecipa attivamente alla realizzazione e al completamento dell’azione performativa». Un percorso in cui si azzerano barriere e luoghi comuni. «In “Ciatu” – spiega ancora la Felloni – tutto è normale e speciale al tempo stesso. Gli attori in scena e gli spettatori sono un tutt’uno, un unico corpo che inspira la vita, occhi negli occhi, fiato nel fiato e l’azione del palco si riverbera sulla platea senza distanze o interruzioni formando un reticolo di respiri vivi. Sì. “Ciatu” è il respiro degli uomini che vive e sopravvive dal liquido amniotico in poi, sino a dopo la fine. È la storia di questo respiro. In scena è la vita umana, dalla nascita all’estrema vecchiaia ed è tra questi estremi temporali che si intrecciano le relazioni umane, più o meno liete. Corpo e anima sono una radice profonda, un pensiero che unifica, che non divide, che guarda la totalità. Corpo e anima non sono due cose, sono la persona».

Last modified on Martedì, 14 Maggio 2019 14:17
Redazione

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