Riesi: cane randagio morto per sospette «polpette», presentata da alcune volontarie una denuncia per abbandono di veleni nel territorio

Sabato, 09 Febbraio 2019 11:25 Written by  Published in People

Un pericolo non solo per i cani ma anche per bambini. Probabili polpette al veleno che avrebbe provocato la morte cani randagi.

Un cagnolino lo scorso mese fu trovato da alcune donne, volontarie che da tempo si occupano di curare cani abbandonati, in viale Europa. Tutto faceva presumere un caso di avvelenamento. Forse non l’unico. Dubbi sulla morte del piccolo randagio che si alimentarono successivamente. Una delle volontarie durante una passeggiata con il suo cane in contrada «Giarratana» nei paraggi della scuola, che inghiottì un pezzo di un presunto boccone avvelenato, rinvenne altre sospette esche. Il materiale rinvenuto fu consegnato dall’avvocato delle volontarie ai vigili urbani.

Preoccupate per tali ritrovamenti le donne, assistite dagli avvocati Marco Ministeri  e Angelo Cafà hanno deciso di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Caltanissetta per abbandono di veleni nel territorio. Le volontarie temono che tali atti oltre a provocare la presunta morte per avvelenamento dei cani costituisca una seria minaccia di pericolo soprattutto per gli alunni della scuola «Giarratana» ed i bambini che potrebbero frequentare o trovarsi nel quartiere.

«Da tempo curiamo e assistiamo cani randagi – dicono le volontarie firmatarie della denuncia – e cerchiamo di sensibilizzare istituzioni e cittadini nella lotta contro il randagismo. Riteniamo questa azione legale necessaria, oltre che coerente con il nostro impegno. Tale segnalazione deve servire da monito a tutti gli abitanti di Riesi che atti criminosi e di inumana crudeltà come l’abbandono di esche avvelenate nel territorio non passeranno più sotto il silenzio, perché non possono e non devono rimanere impuniti. Il vigliacco che pensa di risolvere il problema del randagismo provocando l’indicibile sofferenza a tutti gli esseri che malauguratamente hanno ingerito quei veleni, mettendo a rischio anche l’incolumità dei nostri bambini, deve capire che la civiltà di una comunità si misura dalla capacità di risolvere con intelligenza, umanità e secondo la legge i problemi, mentre ogni altro strumento è segno di ignoranza e barbarie».

 

 

Last modified on Sabato, 09 Febbraio 2019 11:40
Redazione

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