Gela: Festa dell'amicizia all'Oratorio Salesiano, se una domenica in parrocchia si trasforma nella Fabbrica del sorriso Featured

Domenica, 18 Novembre 2018 15:24 Written by  Published in Attualità

«Con un sorriso mi hai rimesso al mondo, con un sorriso solo, con un sorriso che non mi aspettavo, con un sorriso gratis». Questo, il ritornello di un famoso brano di qualche anno fa che racchiude il senso di ciò che è accaduto domenica 11 Novembre all'Oratorio salesiano di Gela. Qui, all'insegna del sorriso, i giovani che abitualmente frequentano i gruppi formativi insieme ai loro animatori consacrati e non, con sopra il viso l’apertura della più bella “parentesi tonda” che si possa immaginare, hanno accolto gli Amici del Cuore, i giovani e meno giovani che si incontrano periodicamente all'interno dei locali della Croce Rossa, condividendo, sotto la guida attenta dei volontari, tempi, spazi, contesti armoniosi e ricchi di fraternità.

La giornata si è aperta alle 9.30 quasi subito sfociata nel sano divertimento di una festa ricca di sorprese: la “Festa dell’amicizia”, espressione scelta dai giovani dell’Oratorio salesiano per battezzare la circostanza e dare un orientamento un po’ diverso ai tradizionali festeggiamenti in onore di San Martino.

I Ragazzi del cuore sono stati coinvolti in giochi, balli, animazione e con i loro modi, i loro approcci, le loro reazioni sono riusciti a “colpire” in pieno gli animi di molti, rendendoli visibilmente vittime di uno stupore inatteso, ma al contempo artefici di un contesto sorprendente. La percezione chiara agli occhi dei presenti è stata la prova e la testimonianza che ciascuno in quel momento, nella propria “specialità” stava contribuendo a rendere straordinario e unico un atto del grande spettacolo della vita. Una bella ventata di divertimento, resa possibile anche dal contributo del clown Payasito, sotto le cui vesti colorate e spiritose si cela un giovane cresciuto e maturato all’Oratorio che qui ha scoperto il suo grande talento per l’intrattenimento e coltivandolo lo ha reso una scelta di vita, oggi la sua professione. La festa, preventivamente preparata attraverso una condivisione di intenti e una suddivisione di incarichi relativi all’allestimento degli ambienti, all’accoglienza, all’animazioni ludica e musicale, al servizio ai tavoli, si è presto trasformata in una concreta Fabbrica del sorriso, incrementata dall’opera ristorativa di alcune mani maestre, quelle delle cuoche del gruppo “Famiglie dell’oratorio” che con la preparazione di prelibatezze di ogni genere hanno deliziato i palati di tutti presenti.

Il momento comunque più rappresentativo della giornata ha trovato espressione nella celebrazione della Santa messa. I volontari della Croce Rossa, infatti, insieme agli animatori salesiani e ai giovani di entrambe le realtà hanno partecipato attivamente alla liturgia rendendola viva, coinvolgente e particolarmente emozionante. Alle 16 tra baci e abbracci la festa ha avuto termine. Non un addio ma un "sonoro" arrivederci, considerato che, come dice Ezio Bosso, che di certo di “specialità” se ne intende, “l’ultima nota non esiste perché l’ultima nota che suona uno strumento è la nota che inizia l’altro…” Noi dell’Oratorio continueremo a suonare ancora, ancora e poi ancora…

[Milena Pizzo]

(Nella foto in alto il clown Payasito; sopra don Alfredo Calderoni durante la celebrazione; in basso una panoramica dei partecipanti alla festa).

Last modified on Domenica, 18 Novembre 2018 16:22
Redazione

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