Riesi: stagione venatoria chiusa, indignati i cacciatori. Il presidente dell’Enalcaccia Saitta:«Chi ci rimborsa le spese sostenute?» Featured

Lunedì, 24 Settembre 2018 15:12 Written by  Published in Attualità

Cacciatori indignati per la chiusura della stagione venatoria, dopo la decisione del Tar di Palermo di accogliere il ricorso presentato da Legambiente Sicilia, Lipu e Wwf, contro il calendario venatorio per l’anno 2018 – 2019 emanato nel mese di agosto dall’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera.

Un provvedimento che sta suscitando malumori tra i tanti accomunati dalla passione per la caccia. A porre domande all’assessore regionale è il presidente dell’Enalcaccia di Riesi Michele Saitta, che rappresenta i 56 iscritti all’associazione. «Noi cacciatori – dice Saitta – ci chiediamo perché innanzitutto la Regione ha deciso di aprire ugualmente la stagione venatoria sapendo che era in itinere un ricorso presentato dalle associazioni a tutela dell’ambiente e degli animali. Abbiamo versato la tassa governativa circa 100 euro, nonché quella regionale, circa 150 euro, 84 euro solo per effettuare la caccia nell’ambito territoriale di residenza e una ulteriore tassa per scegliere per selvaggina stanziale e migratoria altri ambiti, ovvero 5,16 euro per ogni ambito. Altresì per cacciare selvaggina stanziale si deve presentare alla Ripartizione Faunistica di competenza domanda di ammissione in bollo e con raccomandata e già servono altre 20 euro per avanzare l’istanza 2 anni prima. Nel momento in cui si è ammessi a esercitare la caccia in quell’ambito, pagando 14,28 euro per ogni ambito si può effettuare la caccia di selvaggina stanziale in quell’ambito». 

Il rappresentante della sezione locale di Enalcaccia pone anche la questione della caccia stanziale nonché delle spese affrontate da tante persone. «La caccia alla lepre era già chiusa – spiega Saitta - restava soltanto quella del coniglio oggi vietata. Quindi di conseguenza si paga per nulla. Noi auspichiamo nella riapertura della caccia con compensazione dei periodi che abbiamo perso, il rimborso bonario delle somme già versate, oppure l’esenzione per il prossimo anno. Chi ci rimborserà per le spese che abbiamo affrontato per comprare attrezzature, cani, furetti, cartucce e vestiario adatto? Che ne facciamo dei furetti visto che la stagione venatoria è stata chiusa? Li portiamo alla Regione o li lasciamo nell’androne dell’assessorato?».

Le associazione di caccia prossimamente potrebbero presentare un ricorso contro il provvedimento che ha decretato uno stop della stagione venatoria. «Chi paga i danni economici provocati a migliaia di cacciatori – si interroga Saittaa -. Ovviamente serve una regolamentazione generale della caccia ed a quella relativa al coniglio in grado di contemplare ripopolamento, tutela di specie e altro ma non è possibile chiudere in questo modo la stagione venatoria. Approssimativamente ciascun cacciatore spende complessivamente 320 euro tra tassa governativa e altre imposte, alle quali si deve sommare un’altra spesa di circa 30 euro. Abbiamo speso soldi ma di fatto non possiamo esercitare la caccia. Attendiamo risposte».

Sono circa 2 mila i cacciatori in provincia di Caltanissetta e circa 20 mila i cacciatori in Sicilia.

Last modified on Martedì, 25 Settembre 2018 06:43
Redazione

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