Gela: «Ospedale depotenziato», altra beffa in arrivo per il Vittorio Emanuele. Il Csag: «Via da Caltanissetta, qui per noi non c'è alcun futuro» Featured

Martedì, 10 Luglio 2018 14:45 Written by  Published in Attualità

«Nuove riforme, vecchi vizi! Circola la bozza di riforma della sanità siciliana e, nonostante non ci siano ancora i dati dettagliati ospedale per ospedale, si evincono già i tagli per Gela».

Paventa nuove nuvole sull'orizzonte del Vittorio Emanuele il Comitato per l'area di sviluppo gelese. 

«Cambiano i governi, le maggioranze, ma il metodo di riforma rimane lo stesso: tutto apparentemente motivato da numeri e calcoli con studi vari, ma nella realtà ci sono centri che non meritano e continuano ad essere sempre promossi e centri che soffrono le mancate attenzioni della Regione e continuano a subire tagli. La riforma parte dall'emergenza urgenza, per poi adeguare ad essa tutti gli altri settori» scrive il presidente del Csag, Filippo Franzone.

«Confermati i sette Hub della precedente riforma e ciò significa che, ancora una volta, i numeri non sono stati assolutamente consultati. Caltanissetta con 33.000 prestazioni annue di Pronto Soccorso viene promossa Hub, quindi Dea di II livello, mentre Gela con 46.000 prestazioni annue, diventa Spoke, quindi Dea di I livello, con l'aggravante che lo è poi solo sulla carta. Magari l'obiezione sarà che i numeri vengono invece considerati, perché nell’Asp 2, per ricondurre ad unità semplici Cardiologia e Otorino nel presidio di Gela, avranno tenuto conto dei numeri, mettendo a paragone la cardiologia di Caltanissetta, che è anche sede di Emodinamica e quindi grazie agli sventurati gelesi fa numeri, e la Cardiologia di Gela che invia già gli infartuati a Caltanissetta. Stesso ragionamento per l’Otorino, visto che secondo quanto si apprende ci sarà una sola Unità operativa complessa (Uoc) per tutta l’Asp e, dopo per anni aver indebolito Gela, non ci vuole una grande immaginazione per capire quale verrà declassata. Non è una questione di numeri, certamente, l’Hub per l’Oncologia, perché come già specificato sopra in quel caso si parte dall’emergenza urgenza per poi adeguare a questa struttura tutto il resto. Poco importa se Gela è un’area ad elevato rischio industriale, pazienza per le migliaia di gelesi che soffrono questa grave patologia, per loro ci sarà un centro Hub che ha bisogno di loro per giustificare gli investimenti che verranno fatti. Nasce morta invece la Uoc di Oculistica, promossa Uoc nel 2017, soffocata a Uos (Uità semplice) nella bozza del 2018. Molti, specialmente i politicanti esperti di politichese, giustificano i tagli con la frase: “Non è importante avere l’Uoc, l’importante è garantire un servizio”. Ma perché le Unità complesse rimangono negli ospedali importanti e le Unità semplici sono negli ospedali secondari? Lo standard minimo di medici in una Uoc è di un Primario e quattro medici, lo standard minimo per una Uos è di tre soli medici».

«A essi ovviamente sono commisurati personale infermieristico, portantini e figure varie, posti letto. Lo si risolve così il problema della pianta organica? La verità, non foss'altro perché a dirlo spudoratamente l'evidenza, è che l’ospedale gelese si avvicina pericolosamente ai servizi offerti dagli ospedali di base, senza dimenticare che in molti casi ci sono ospedali di base che hanno Unità complesse che non sono, per contro, presenti a Gela. Pazienza anche sul fatto che siamo più popolosi del capoluogo, forse vuol dire che a Gela ci sono meno malattie e malati di Caltanissetta se l’Hub e le specialità ospedaliere sono concentrati lì, oppure, semplicemente è una questione di ingiustizia, non di numeri. Del resto tra gli alti studi promossi dall’assessorato alla Salute, ci sono anche i “tempi di percorrenza secondo logica di prossimità di strutture e densità di popolazione”. Bene, l’ospedale di Gela, secondo gli alti studi, dista dal Sant’Elia di Caltanissetta tra i 30 ed i 60 minuti. Che si riferiscano al trasporto in elicottero? Ma quello che più balza agli occhi è la cartina della densità demografica: 6 Hub sono in zone con una densità superiore a 900 abitanti per chilometro quadrato, laddove uno soltanto, l'Hub nisseno, posizionato al centro della Sicilia, invece è in un territorio con una densità tra i 120 ed i 250 abitanti al chilometro quadrato, circondato da territori che hanno una densità tra 0 e 60 abitanti. Il centro della Sicilia per densità abitativa è come il deserto del Sahara per l’Africa, una zona a bassissima densità. L’abbiamo detto più volte e non ci stancheremo mai a dirlo: non ci sono più speranze, in questo contesto, di avere un ospedale adeguato al numero di abitanti, alle patologie presenti, al circondario, all’interno del Libero Consorzio di Caltanissetta. Nell’Asp 2 è ricompreso un Hub che, rappresentando un “unicum” perché gli altri sei Hub sono tutti Azienda Ospedaliera, assorbirà tutte le risorse lasciando solo le briciole agli altri ospedali dell'Asp nissena. Lottare con questa disparità di ruolo è come giocare una partita già persa in partenza. È vero, stiamo parlando di una bozza è tutto può ancora succedere, ma il passato ha sempre riservato amare sorprese all’area gelese, e non sembra questo il caso in cui si procederà in modo diverso. Questo stallo ci è costato troppo e rischia di costarci ancora di più. Non si possono combattere mille battaglie per avere i giusti servizi in città, ne basta una risolutiva: uscire dal territorio estraneo, ostile e dannoso, qual è il Libero Consorzio di Caltanissetta.

Last modified on Martedì, 10 Luglio 2018 15:23
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

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