Niscemi: prezzi di mercato del carciofo troppo bassi, protestano produttori e agricoltori della città e di Gela. Centinaia le aziende in crisi Featured

Domenica, 11 Febbraio 2018 13:10 Written by  Published in Attualità

Protestano produttori e agricoltori di Niscemi e Gela per i prezzi di mercato troppo bassi che non consentono agli operatori del settore di coprire nemmeno le spese di gestione.

Carciofi a 7 centesimi ciascuno e carciofina a 5 centesimi l’una. Questi i prezzi di acquisto attuali proposti dai mercati agli agricoltori del territorio di Niscemi e Gela che coltivano il prodotto nella Piana e che continuano ad essere frutto di speculazioni commerciali selvagge determinate dagli effetti della globalizzazione. A farla da padrona è la crescente importazione di prodotti agricoli sempre più a basso costo che arrivano da altre nazioni e che vengono venduti nelle grandi catene di distribuzione a prezzi triplicati.

Problemi che mettono l’agricoltura del territorio sempre in crisi ed i produttori economicamente sempre più in ginocchio. A Gela infatti si sono riuniti i produttori di carciofo gelesi rappresentati da Liborio Scuderi e niscemesi, associati anche all’associazione di categoria agricola «Santa Maria» diretta dal presidente Gaetano Gentile, i quali hanno deciso di tagliare i carciofi e la carciofina dalle piante e di lasciarli marcire a terra, piuttosto che venderli a prezzi così bassi che non consentono neanche di coprire le spese di coltivazione.

«Così ci vogliono portare al fallimento - hanno detto gli agricoltori - ma noi preferiamo non vendere ai mercati i nostri prodotti piuttosto che farceli strappare al prezzo che dicono loro. Siamo tutti alla frutta così e decideremo nei prossimi giorni le azioni forti da intraprendere per tutelarci da tali speculazioni perpetrate a nostro danno, sulla nostra pelle e fuori da qualsiasi logica di dignità».

Gli agricoltori, oltre ad essere soggetti alle speculazioni selvagge di mercato nella vendita dei carciofi e della carciofina, devono fare i conti anche con le spese derivanti dall’aumento dei prodotti diserbanti ed antiparassitari e di quelle irrigue. Sono già centinaia le aziende agricole in crisi che non riescono più a spuntarla con le spese di gestione.

Fenomeno che gradualmente sta inducendo tanti agricoltori del territorio ad emigrare e ad abbandonare i campi. Ciò causa lo spopolamento delle città.

Last modified on Domenica, 11 Febbraio 2018 13:15
Alberto Drago

Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.

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