Vallelunga: «Mi pagano per non fare nulla», centralinista non vedente fa causa al Comune. Il sindaco: «Nessuna discriminazione, solo un problema tecnico» Featured

Martedì, 24 Ottobre 2017 09:51 Written by  Published in Attualità

Ogni mattina, dal 2003 a questa parte, Rosario Carta va in municipio, timbra il cartellino, si siede dietro la sua postazione e fino all’ora di chiusura degli uffici lavora mettendovi passione ed impegno. 

Ma forse è meglio parlare al passato. Visto che ciò accadeva fino all’anno scorso, fino a quando il Comune di Vallelunga, ente di cui è dipendente, ha deciso di cambiare gestore telefonico e mandare in pensione l’apparecchio sul quale l’impiegato, non vedente, ha operato con diligenza e professionalità. Dalla fine dell’ottobre del 2016 Rosario è costretto a una sorta di riposo forzato.

Il nuovo telefono non è dotato di sintesi vocale, soltanto un display con dei numeri che Rosario non vede. Lui però continua ogni giorno ad arrivare puntualissimo in municipio: si siede dietro la sua scrivania, ma fino alla chiusura degli uffici rimane a braccia conserte. 

A nulla sono valse le continue richieste rivolte ai funzionari dell’ente e ai vertici dell’Amministrazione. Agli appelli rivolti al sindaco, Tommaso Pelegalli ha risposto con delle ampie rassicurazioni. Ma da allora nulla è cambiato, tanto da spingere Rosario a rivolgersi a un legale e fare causa al Comune. Dopo un paio di mesi dall’originarsi del caso, il centralinista, assistito dall’avvocato Giuseppina Faranda, è passato alle carte bollate. Il legale dapprima ha cercato una soluzione bonaria inviando lettere e tentando una via meno bellicosa. Poi all’inizio dell’estate la citazione in Tribunale con tanto di richiesta di risarcimento danni.

«Il mio assistito – sostiene l’avvocato Faranda – sta subendo una forma di discriminazione sul luogo di lavoro. È praticamente isolato da tutti, vorrebbe rendersi utile ma non gli è concesso».

Carta, poco più che quarantenne, vive con sofferenza tale situazione, avvertendo su di sé il peso dell’inutilità.

«Da un anno a questa parte - si sfoga - mi sento inutile agli altri e me stesso. Sento di essere un parassita, come se rubassi lo stipendio. Sono una persona perbene, che ama lavorare e che ha sempre lavorato con dignità. Mi sento isolato, e invece vorrei rendermi utile agli altri. Purtroppo il nuovo apparecchio non consente a un non vedente come me di potere operare. Vorrei fare quello che facevo prima. Ma oramai avverto una certa emarginazione. Non si capisce perché non si risolve il problema. Mi dicono che è un problema tecnico, non vorrei che invece ci fosse da parte di qualcuno la volontà di isolarmi, di non farmi lavorare. Ecco perché ho deciso di fare causa. Non voglio sentirmi come un parassita, voglio rendermi utile, proprio come facevo prima».

La replica dell’Amministrazione comunale non si fa attendere. 

«Ci siamo adoperati - dice il sindaco Pelagalli - immediatamente per trovare una soluzione tecnica, purtroppo è un problema molto complicato e ci vuole tempo per risolverlo. Da quando è stato cambiato il gestore telefonico abbiamo un nuovo sistema che non consente l’utilizzo di un apparecchio di ausilio che possa essere usato da un centralinista non vedente. Ci siamo rivolti ad altri gestori per trovare le soluzioni opportune, ma siamo un ente pubblico che deve seguire prassi con tempistiche piuttosto lunghe. Nel frattempo attendiamo preventivi e riceviamo continui sopralluoghi di tecnici. Insomma, non c’è alcuna volontà di non fare lavorare il dipendente, c’è soltanto un problema tecnico che stiamo cercando di risolvere».

Giuseppe Taibi

Last modified on Martedì, 24 Ottobre 2017 10:34
Redazione

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