Riesi: strutture di accoglienza per migranti in alcune abitazioni del centro storico, protestano commercianti e residenti Featured

Martedì, 11 Aprile 2017 08:03 Written by  Published in Attualità

Non è ancora ufficiale ma già da giorni se ne parla.Il prospettato arrivo di migranti in alcune case del centro storico ha innescato la protesta di commercianti e residenti che ieri mattina si sono recati al Comune per manifestare preoccupazione e timori.

Si tratta di un progetto di prosecuzione del sistema Sprar per migranti richiedenti asilo e rifugiati avviato tre anni fa. I giovani migranti che sino a qualche tempo fa risiedevano in un’abitazione alle porte di Riesi adesso saranno trasferiti in 3 appartamenti rispettivamente ubicati nelle vie Roma, Duca degli Abruzzi e Capitano Faraci. Case a pochi metri da piazza Garibaldi, salotto cittadino e luogo delle movida soprattutto nel periodo estivo e in occasione di festività, nonché luogo di ritrovo per ragazzi, giovani e adulti in particolare nel fine settimana.

I negozianti già provati dalla crisi economica adesso temono ripercussioni negative sulle loro attività commerciali e problemi di disordine pubblico. Gli esercenti sono anche pronti a depositare sul tavolo del sindaco Salvatore Chiantia licenze delle loro attività commerciali e le tessere elettorali. Ieri mattina titolari di negozi e residenti di via Roma hanno manifestato agli assessori Rosy Pilato e Franco La Cagnina e al consigliere comunale della maggioranza Gino Scibetta preoccupazioni e timori.

All’incontro hanno preso parte anche i consiglieri comunali di opposizione Enrico Riggio e Elena Giordano.

«Se il centro storico di Riesi – dice il commerciante Raffaele Calafato - deve diventare come quello di Caltanissetta o di altre città, siamo pronti a consegnare le cartelle elettorali e le licenze commerciali. Chiudiamo i negozi che riescono a sopravvivere alla crisi economica, alle tasse e alle tante difficoltà che riscontriamo per tirare a campare dignitosamente». Per il consigliere della Lega dei Popoli Enrico Riggio bisogna ospitare i migranti in case di accoglienza di zone periferiche. «L’amministrazione non ha informato la cittadinanza – dice Riggio - i residenti sulla possibilità di aprire case di accoglienza nel centro storico. Alcuni assessori che condividono su qualche social network progetti del Comune dovevano rendere nota alla comunità anche questa iniziativa che ritengono positiva. Un assessore durante l’incontro ha asserito non sapere nulla della volontà di creare case di accoglienza migranti nel centro storico. Strano che un Ente come il Comune che ha indetto un bando per il progetto di accoglienza non ne sappia nulla. Noi chiediamo per prevenzione e sicurezza di spostare i migranti in una zona periferica. La gente teme che il centro storico di Riesi si trasformi in quello di Caltanissetta con disagi per negozianti e cittadini».

Titolari di attività commerciali e residenti sono pronti a costituire un comitato per la raccolta di firme contro la creazione di case di accoglienza nel centro storico.

L’ex consigliere comunale Gianfranco Capizzi sta pensando unitamente a altri negozianti e cittadini di proporre un referendum popolare per chiedere alla gente se è d’accordo a progetti di accoglienza a Riesi. “Proponiamo un referendum – afferma Capizzi - per interpellare i cittadini, se vogliono o no questi progetti di accoglienza migranti a Riesi».

Di periodo di preoccupazione e di disagio sociale parla il consigliere Giuseppe Baglio: «Riesi vive un momento particolare per i furti e le rapine avvenute negli ultimi tempi. I cittadini sono preoccupati e hanno bisogno di rassicurazioni».

Per la consigliera del Movimento Cinque Stelle occorre dialogo tra chi governa e comunità. «L’amministrazione – dice Giordano - deve tenere conto dei cittadini e delle loro richieste. Occorre divulgare gradualmente una cultura dell’integrazione attraverso iniziative propositive».

Anche l’amministrazione avrebbe già palesato perplessità sulla sistemazione dei migranti in abitazioni del centro storico ai responsabili dell’associazione, ente attuatore insieme al Comune per la co- progettazione e attuazione dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela rivolti ai beneficiari del progetto aderente al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati Sprar.

«L’amministrazione – dicono gli assessori Pilato e La Cagnina – ha già manifestato ai referenti dell’associazione perplessità in merito alla creazione di case di accoglienza in alcune abitazioni del centro storico. Chiederemo al sindaco di convocare un altro incontro per chiedere ai responsabili dell’associazione di rivedere tale scelta».

(Nella foto una delegazione di commercianti e residenti e alcuni consiglieri comunali)

Last modified on Martedì, 11 Aprile 2017 08:15
Redazione

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