Riesi: sabato a Monte degli Ulivi la prima nazionale dello spettacolo teatrale «Na Margherita mmenzu li ginestri» su Portella della Ginestra

Giovedì, 12 Dicembre 2019 14:36 Written by  Published in People

Ha scelto Riesi, luogo di periferia estrema e dell’entroterra siciliano, il regista Mario Calivà per la prima nazionale dello spettacolo teatrale «Na Margherita mmenzu li ginestri».

Il monologo in lingua siciliana scritto e diretto da Mario Calivà, si terrà sabato 14 dicembre alle ore 20,30 presso l’Auditorium Paul Oertli Sr. al Villaggio Monte degli Ulivi di Riesi e si lega alle vicende della prima strage di stato che ebbe luogo a Portella della Ginestra il primo maggio del 1947.

Il testo è in parte tratto dalle interviste a Concetta Moschetto, figlia di Margherita Clesceri, rimasta uccisa quel tragico giorno. Interviste contenute nel volume pubblicato da Navarra Editore: «Portella della ginestra primo maggio 1947, sedici sopravvissuti raccontano la strage» con prefazione di Susanna Camusso. Il teatro, vicino alla vita ma distante quel che basta per farle da specchio, in questo caso viene utilizzato per ripercorrere un passato che merita di essere ricordato, infatti, la consapevolezza e la presa di coscienza dei contadini di quel tempo, che chiedevano migliori condizioni lavorative, in un sistema allora feudale, rappresenta oggi un esempio di come si possa lottare per un diritto importante, come quello al lavoro, senza alcun timore. Il passato vive, quindi, fino in fondo quando viene trasformato in performance che diventa protesi della memoria.

In scena l’attrice Aurora Cimino accompagnata dalle musiche di Giuseppe Di Bella. L’importanza dello spettacolo ha ricevuto il sostegno del Servizio Cristiano Valdese di Riesi, Opera Benemerita per la Presidenza della Repubblica, ed il patrocinio dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma che ha visto, tra i suoi animatori, il compianto Andrea Camilleri oltre ad un elevato numero di attori e registi di rilievo nel panorama artistico e culturale non solo nazionale.

La scelta di partire da una «periferia» come Riesi è strategica.

«Riesi, come Portella – dice il direttore del Servizio Cristiano Gianluca Fiusco - è un luogo isolato e anonimo. Il cui nome risuona nella cronaca, tragica, della Sicilia. Mettere in collegamento il dramma di Portella ma, soprattutto, il messaggio di libertà che da quella vicenda vien fuori, con i mali che affliggono oggi le aree interne della Sicilia, la desertificazione che lambisce questi territori, ha una potenza».

Last modified on Giovedì, 12 Dicembre 2019 14:40
Redazione

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