Gela: «Vogliamo il lavoro», l'indotto si ferma e torna a ruggire. Stamani la protesta davanti ai cancelli del petrolchimico Featured

Lunedì, 02 Dicembre 2019 08:18 Written by  Published in Attualità

L'indotto del petrolchimico si è fermato questa mattina in segno di protesta per la crisi che interessa il comparto industriale. Centinaia di lavoratori hanno incrociato le braccia davanti all'ingresso principale della raffineria.

Da tempo il settore è alle prese con diverse vertenze che interessano varie ditte le quali presentano criticità diverse. Tuv Sud, Tes, Sudelettra sono solo i nomi di alcune imprese che operano all'interno del polo industriale e che vivono con differenti difficoltà le contingenze del petrolchimico. 

Il sindacato, nei giorni scorsi, aveva ottenuto a Roma l'apertura di una cassa integrazione guadagni per un breve periodo allo scopo di superare l'attuale momento, confidando in una ripresa degli investimenti.

La green refinery è già stata completata ma altri impianti sono contenuti nel piano di investimenti Eni.

Poi c'è il capitolo Argo - Cassiopea, il principale progetto del nuovo piano industriale, che però è fermo in attesa che vengano definite tutte le autorizzazioni. E in attesa che politica, burocrazia e gruppo Eni, definiscano gli iter, un intero comparto rischia di creare altre precarietà e condizioni di disagio per centinaia di famiglie.

 

(Nella foto grande in alto uno dei manifesti affissi stamattina dai lavoratori; sopra e a sinistra due istantanee della protesta di questa mattina).

Last modified on Lunedì, 02 Dicembre 2019 08:59
Redazione

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