Gela: da Buenos Aires a vico Lazio, cercando le origini della famiglia. La toccante storia di due turiste, nipoti di un emigrato in Argentina Featured

Domenica, 20 Ottobre 2019 14:23 Written by  Published in Attualità

C'è un'espressione che in Argentina si usa per indicare il lieto fine, l'epilogo di una storia che ti lascia il cuore pieno di sentimento: borchia de oro, che per loro suona come il pizzico di polvere di stelle che si espande nell'anima.

María Cristina Henriques e Analia Verónica Sánchez sono partite da Buenos Aires affrontando un viaggio di 11 mila chilometri per cercare a Gela la loro borchia de oro

Una storia piena d'amore e malinconica, una vicenda di emigrazione, solitudine e dolore. Ma anche di solidarietà.

Inizia nella Sicilia del primo Novecento, quella degli stenti, reduce dalla prima Grande Guerra.

Il lavoro è solo sudore nei campi o a bordo: solo i più fortunati portano a casa il pane per sfamare i figli.

In quegli anni un giovane poco più che ventenne perde la moglie per malattia e si vede costretto a emigrare, lasciando la figlioletta in orfanotrofio.

Spinto dalle ristrettezze va a cercare fortuna in Argentina e là riesce a rifarsi una vita.

Gaudenzio Odissea, gelese, classe 1898 si risposa. E dopo 11 lunghi anni richiama la figlia, Grazia, che lo raggiungerà a Buenos Aires dopo aver vissuto in sofferenza a Palermo, nell'Istituto Pignatelli Colli, fino all'età di 18 anni.

Si chiama Odissea, nomen omen, nel nome un destino. 

Ma è un destino che dopo tanta sofferenza sorride alla giovane donna.

Sarà un ricongiungimento gioioso, un nuovo inizio per «Graziella» che in una terra tanto lontana riabbraccerà il padre e troverà l'amore di un uomo che le darà tre meravigliosi figli.

La sua borchia de oro.

Graziella è venuta a mancare nel 2004.

Ce la descrivono come una donna minuta ma forte, occhi chiarissimi e un grande coraggio. Quella forza che l'ha sostenuta nel dolore dell'infanzia e dell'adolescenza. E l'ha aiutata nella sua nuova vita in Argentina, dopo un lungo viaggio in piroscafo, verso un paese lontano.

Le radici però non sono mai state recise e sua figlia, Maria Cristina, dopo tanti anni è tornata per visitare i posti. È lei, assieme alla figlia Analia, a raccontarci di mamma Graziella e nonno Gaudenzio. 

Ci accoglie con un abbraccio e ci investe con una parlata in italiano zeppa di intercalari spagnole, che aumentano esponenzialmente la sua già innata simpatia.

Racconta di essere atterrata nei giorni scorsi in Italia per visitare Gela, i luoghi vissuti dalla madre, dai nonni. Un viaggio lungo e faticoso, ma tanto desiderato. Il sogno di una vita che si realizza, condiviso con la figlia Analia.

Sono state a Palermo, a visitare l'ex orfanotrofio, dove mamma Graziella visse per 11 anni.

Poi a Gela a scoprire i luoghi dell'infanzia del nonno e della madre, tra vico Lazio e l'Orto Buggé, la zona di piazza Trento.

«Al cimitero - racconta Cristina - abbiamo visitato la sepoltura di nonna, Anna Beatinelli, morta in giovanissima età. I luoghi in cui visse mamma Graziella, nonno Gaudenzio. È stato un ritorno alle origini della nostra famiglia».

Cristina è una donna serena, moglie e madre premurosa.

Dopo aver lavorato nella pubblica amministrazione adesso gestisce una struttura di psicoterapia. L'aiuta la figlia Analia, che di mestiere fa la maestra d'infanzia, ma nel tempo libero è impegnata con mamma. Le due donne sono legatissima.

Donne forti e generose. Come mamma Graziella, capace di soffrire in orfanotrofio.

In attesa di quella redenzione che libera l'uomo e gli offre una strada nuova.

«Gela - dice Analìa, nel suo italiano intriso di suoni latini - è un posto meraviglioso, ma trascurato. Dovete amare e valorizzare la vostra città. La spiaggia, le persone, qua abbiamo trovato la nostra seconda casa. Speravamo in cose belle, ma la realtà ci ha sorpreso positivamente. È stata un'esperienza bellissima, ora torniamo alle nostre vite in Argentina».

Tornano a casa. Con nell'anima quel soffio di polvere dorata che banalmente chiamiamo felicità.

Tornano in patria. Stringendo nei pugni la loro borchia de oro.

 

 

(In alto Gaudenzio Odissea e la figlia Grazia in due vecchie foto; al centro, Analia Verónica Sánchez e María Cristina Henriques con Rosanna Corrao, amica conosciuta durante il breve soggiorno a Gela).

Last modified on Lunedì, 21 Ottobre 2019 07:28
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated. HTML code is not allowed.