«Drop the Rhymes», Gela «Regina per una notte» del Rap Italiano. Il Contest va al rapper laziale Shekkero

Lunedì, 26 Agosto 2019 14:47 Written by  Published in Attualità

Agosto 1973, nel Bronx di New York, DJ Kool Herc dava vita al movimento che avrebbe rivoluzionato il modo di fare musica nel mondo, l’Hip – Hop che da lì a breve sarebbe diventato una vera e propria cultura metropolitana. Agosto 2019, a poche decine di metri da quello che è stato tristemente conosciuto come il quartiere «Bronx» della città, ma con un panorama che non ha nulla da invidiare alla West Coast Californiana, va in scena uno degli appuntamenti più importanti per la vasta comunità Hip-Hop della città.

Un accostamento forse troppo «romanzato» ma che descrive alla perfezione l’atmosfera che si respirava ieri in occasione della seconda edizione del «Drop The Rhymes», il contest nazionale per rapper, andato in scena ancora una volta alla Rotonda Est di Macchitella. L’evento, organizzato dall’associazione Raptus in collaborazione con Kroma Production e trasmesso in diretta web da Frame Garage, ha messo su una vera e propria «Rap Call», tra le poche in Italia, capace di raccogliere Mc da ogni parte dello Stivale, tutti sbarcati a Gela per contendersi il premio da mille euro messo in palio dall’organizzazione. «Uno dei premi più alti per i contest di questo genere in Italia – ci confermano due degli organizzatori, Michael Romano e Francesco Incardona – un ottimo viatico per radunare sul nostro palco artisti da ogni parte d’Italia, dal Nord al Sud». Ma non è certo solo il corposo premio a stuzzicare i trenta rapper che ieri si sono contesi la corona del contest. Alla base del successo dell’evento c’è la voglia di sfida per la nuova generazione di rapper nello sfoggiare le loro rime, nello scrivere barre tirando fuori attitudine ed originalità. Una sfida nella quale anche la stessa vittoria passa in secondo piano, poiché consente alle tante realtà creative giovanili del territorio di valorizzare i fermenti artistici emergenti offrendo loro un palco ed un pubblico qualificati. A giudicare i contendenti che si sono esibiti sui beat del Dj Biggie Paul, vera icona tra i producer del panorama rap nazionale, una giuria d’eccezione composta da tre colonne della musica Hip Hop nostrana: i rapper Ensi, Kiave e Nerone. Tre gli step fondamentali a cui hanno dovuto sottoporsi gli Mc, la prima scrematura con un freestyle da trenta secondi , nel quale sono stati valutati rime, flow e presenza scenica e poi la classica «battle one to one», condita dagli intramontabili «dissing» tra rapper fatti di rime al vetriolo, toni estremi e qualche parolaccia che ha fatto storcere il naso ai non appassionati del genere. Ma chi conosce il Rap sa che è anche questo, esistono nella storia del panorama Hip-Hop internazionale scontri epici all’ultima parola, conditi da offese e prese in giro che alla fine delle barre però si concludono sempre con un abbraccio e una stretta di mano tra gli Mc. «Sin dalle prime Battle di strada negli anni settanta, il «dissing» è stato un modo per confrontarsi sull’abilità di utilizzo della parola per smontare le velleità dell’avversario – conferma Michael Romano – ma è assolutamente un gioco a cui entrambi i contendenti si prestano per far divertire il pubblico. Capisco che chi non conosce il fenomeno possa restare un po’ spiazzato, ma è solo divertimento, nulla di più». Dopo le Battle, condotte magistralmente da Francesco Incardona, nelle insolite vesti di «Master of Ceremonies», subito via ai quarti e alle semifinali per un’ulteriore scrematura. Poi la battaglia finale che ha decretato il vincitore assoluto, Shekkero, da Cassino, che ha battuto il Dottore, il rapper catanese detentore del titolo della scorsa edizione. Uno scontro all’ultima rima durato oltre trenta minuti dove i due rapper si sono battuti senza esclusione di colpi. Alla fine l’ha spuntata, con un margine esiguo il giovane rapper laziale che si porta a casa la corona da Mc e l’ambito premio da mille euro. Soddisfatti gli organizzatori della manifestazione: «Siamo cresciuti tanto in quest’ultimo anno – dice Romano – e siamo felici di aver portato sul palco della nostra città artisti di calibro nazionale e, soprattutto, concorrenti arrivati da ogni parte dello Stivale. Gela ha bisogno di eventi di questo tipo per diventare polo attrattivo per gli appassionati del genere». Tra gli ospiti della serata Luca Trischitta in arte L’Elfo. Figlio d’arte (suo padre è il drammaturgo e giornalista Domenico Trischitta), l’Elfo è oggi uno degli autori più apprezzati della scena rap italiana. il suo ultimo album «Gipsy Prince» vanta importanti featuring quali Madman, Inoki Ness, Egreen e MRB e grandi successi: 1.000.000 di streaming su Spotify e il quinto posto in classifica nella sezione Hip- Hop di Google Play. Sul palco del «Drop the Rhymes» anche uno dei talenti emergenti della scena siciliana, il Ragusano Karma, ormai gelese d’adozione, che con la crew della Kroma Production ha recentemente conquistato la scena milanese con le sue rime. È proprio lui a lanciare il grido di riscossa per la «Sicilian School» del rap moderno. «Ci sono tantissimi talenti che non riescono a emergere, e questo fa male – racconta Karma – mi auguro che eventi come questi rilancino il rap siciliano in tutta Italia, perché ce lo meritiamo davvero». Intanto archiviata la seconda edizione del contest, il team di Raptus è già al lavoro per il prossimo «Drop The Rhymes», con la folle idea in testa di trasformare Gela nella capitale del rap italiano.

Last modified on Lunedì, 26 Agosto 2019 16:02
Jerry Italia

Giornalista, appassionato di musica, un passato da musicista e presentatore, ha lavorato come esperto di comunicazione negli enti locali. Colleziona vinili, in particolare di blues.

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