Gela: Sperone Arte spegne le luci dopo vent'anni, gli organizzatori gettano la spugna. Salta la mostra più importante e attesa dell'anno Featured

Giovedì, 18 Luglio 2019 21:37 Written by  Published in Attualità

Sperone arte non si farà. Gli organizzatori, dopo vent’anni, gettano la spugna. Divenuta un classico nel panorama della pittura e scultura siciliana l’iniziativa finisce miseramente nell'indifferenza di tutti. In primo luogo del Comune, ente che l’aveva resa possibile in questi anni.

«È tutto vero – ammette Emanuele Zuppardo, fondatore della mostra – e lo ammetto con amarezza. Purtroppo, per un cavillo, e per un generale senso di indifferenza non riusciamo più ad andare avanti. L’ultima edizione si è conclusa con una perdita di tremila euro. E io sono pensionato, non posso dissanguarmi».

A organizzare le ultime edizioni era stato il Centro di cultura e spiritualità Salvatore Zuppardo, un circolo culturale intitolato al figlio del promotore, prematuramente scomparso. Zuppardo padre ha sempre lottato, difeso a denti stretti la sua creatura, divenuta nel tempo creatura di tutti. Ma oggi è costretto a fare un passo indietro. Per anni ha chiesto al Comune di calendarizzare la mostra, farla propria (lui l’avrebbe donata), rendendola uno dei fiori all’occhiello. Del resto nel 1998 l’intuizione sua e di un gruppo di amici («tra gli altri – dice – ricordo Antonio Occhipinti, Rocco d’Assenza, Ciccio Turco») trasformarono una strada in abbandono, la via Pisa, quartiere Sperone, in una galleria all’aperto che si animava per quattro giorni durante le festività della patrona Maria Santissima d’Alemanna. Quest’anno per un disguido legato al passaggio tra amministrazione Messinese e gestione commissariale, non si è proceduto alla copertura dell’evento (relativo alla passata edizione). L’associazione ha perso il contributo di tremila euro per la passata edizione e – già in rosso con l’edizione 2018 – non potrà assumere impegni per la mostra di quest’anno. La mostra ha i suoi costi. C’è da pagare il punto luce all’Enel, l’elettricista che deve allestire una rete di circa 70 fari per illuminare la strada e le opere d’arte. Poi ci sono i piccoli rimborsi per recarsi negli atelier degli artisti, caricare le opere d’arte e portare e Gela. Un’organizzazione che ogni anno richiede 6 – 7 mila euro.

«Un mese fa - dice Zuppardo – l’assessore ha comunicato che per l’intera Estate Gelese 2019, festa patronale compresa, il Comune dispone di circa ventimila euro. A quel punto mi sono alzato e sono andato via deluso. Come promuoviamo le tradizioni della nostra città?».

Zuppardo va oltre la mostra Sperone Arte. Pensa al Paliantinu, alle celebrazioni della Passione del Cristo, alla festa della Patrona che ritiene siano l’essenza della storia di una comunità e vanno preservate.

«Dal 4 settembre di ogni anno – racconta Zuppardo – è fino alla sera dell’8 la via Pisa pulsava di arte e vita. Le ultime edizioni hanno fatto registrare la presenza di oltre duecento artisti tra pittori, scultori, fotografi». Zuppardo non vuole più lanciare appelli, non se la sente. Lo facciamo noi, nella speranza che il Comune, magari, tra mille difficoltà riesca a sbloccare la vecchia delibera e garantire almeno il contributo promesso l’anno scorso. E poi chissà se qualche imprenditore locale possa fare il resto per tenere in vita una rassegna che ha fatto la storia di questi ultimi anni. Una mostra nata per ospitare provetti esponenti locali del mondo dell’arte, ma in questi anni ha visto anche la presenza di grandi maestri: da Oscar Carnicelli ad Andreina Bertelli, da Italo Zoda a Pippo Bonanno. E ancora Giuseppe Forte, Antonio Occhipinti, il gruppo di Niscemi, con le opere di Salvatore Pepi e Nino Venezia. Scuole d’arte come la Mona Lisa, l’Eni Group. Non solo arte, ma anche solidarietà. Con i gazebo dell’Unitalsi, dell’associazione Gela Famiglia, i ragazzi della Orizzonte.

«Lo sperone – racconta con malinconia Zuppardo – iniziava a riempirsi di artisti e gente comune fin dal pomeriggio e poi si andava avanti fino oltre alla mezzanotte».

Non quest’anno. In cui le luci rimarranno spente e lo Sperone perderà il suo fascino ritrovato.

 

Last modified on Venerdì, 19 Luglio 2019 08:18
Redazione

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