Gela: Loris, Gino l'Arabo, Demonio e tutti gli altri combattenti. Piccoli gradi eroi che scelsero di combattere per la patria a rischio della vita Featured

Giovedì, 25 Aprile 2019 10:27 Written by  Published in Attualità

Per ricordare una parte della storia di più di 70 anni fa quando le formazioni partigiane del Cnl (Comitato Nazionale di Liberazione), a partire dall’armistizio, diedero inizio dal Nord alla liberazione dell’Italia dalla dittatura e dal nazi-fascismo, al prezzo del sacrificio della vita di coloro che fecero la scelta di combattere la barbarie per un’Italia democratica e antifascista.

Lo scrive nell'inciso del suo articolo di stamane il professor Nuccio Mulè, dalle colonne del sito "gelabeniculturali.it".

Comunemente - argomenta l'ex dirigente scolastico, cultore di patrie memorie - si crede a Gela che la festa nazionale, con il ricordo di tale avvenimento, si riferisca a un evento geografico lontano che ha interessato solo uomini e donne delle città del Nord; una credenza errata questa, nel momento in cui si ignora che nelle formazioni partigiane del Nord-Italia vi erano dei gelesi e tra essi anche due donne; ma, si sconosce anche che diversi combattenti gelesi partigiani fecero parte della Divisione "Garibaldi", a fianco dell'Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo.

Una mia recente ricerca - scrive ancora Mulè - sui circa 1.500 gelesi caduti e reduci (sui carteggi dell’archivio dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci della sezione di Gela) che parteciparono all’ultima guerra, mi ha permesso di ritrovare una sessantina di nominativi di militari che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 non aderirono alla Repubblica Sociale e che fecero addirittura la scelta, assieme a tanti altri italiani, di combatterla anche col sprezzo del pericolo, finito per diversi col sacrificio della vita. Una buona parte di questi combattenti gelesi per la libertà fu catturata dai tedeschi e, come avvenne per moltissimi altri soldati, deportata nei campi di concentramento e in quelli da lavoro in Germania. Gelesi di tutte le estrazioni sociali, molti di essi contadini e commercianti, che lasciarono la loro attività che, incredibilmente anche a Gela, fu supplita subito dopo dalle mogli e dai figli. Partigiani gelesi come: Alfieri Carmelo (nato il 2 aprile 1924), partigiano col nome di battaglia "Artista" nella 103a Brigata "Amendola"; Ascia Giovanni di Paolo, catturato dai tedeschi a Corfù ed evaso dal campo di prigionia per passare come partigiano con la resistenza iugoslava; Brigadeci Nunzio di Carmelo (nato il 18 giugno 1916), partigiano con la formazione "Divisione Italia", mutilato di guerra e decorato con Croce al Merito; Caccamo Giuseppe (nato il 9 marzo 1920), partigiano col nome di battaglia "Loris"; Cacioppo Carmelo di Francesco, tesserato dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia); Carfì Emanuele (nato l’11 marzo 1924), partigiano col nome di battaglia "Orlando"; Cascelli Orazio (nato il 27 maggio 1920), partigiano col nome di battaglia "Demonio"; Cosentino Emanuele di Rosario (nato il 27 agosto 1921), partigiano col nome di battaglia "Olis", caduto il 19 marzo 1945 a Borgo San Dalmazzo in provincia di Cuneo; Ferro Rocco di Rosario (nato il 2 settembre 1920) a cui gli fu conferito nel 1984 il Diploma d’Onore di Partigiano "Combattente per la libertà della Patria 1943-45" a firma del Presidente della Repubblica Sandro Pertini; Interlici Giuseppe di Vincenzo (nato il 7 agosto 1920), partigiano col nome di battaglia "Peppino", appartenente alla 103a Brigata Partigiana "Amendola" e al Comando Militare Regione Piemontese del Corpo Volontario di Liberazione; Pelligra Giorgio (nato il 29 ottobre 1908), partigiano col nome di battaglia "Romano"; Pervasi Emanuele di Domenico (nato il 27 ottobre 1920) , partigiano inquadrato nella formazione francese F.F.I. (Forces Françaises de l'Intérieur); Turco Angelo (nato il 1° gennaio 1920), partigiano col nome di battaglia "Gino l’arabo"; Villari Francesco (nato il 20 maggio 1923), partigiano decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria con Decreto Presidenziale dell’11 febbraio 1963, in quanto "…con generoso slancio si univa ad un nostro reparto corazzato che, non lontano combatteva contro soverchianti forze tedesche. Nell’aspra e cruenta lotta, combattendo fianco a fianco con i carristi, si distingueva per l’indomito valore e ardimento. Cadeva poco dopo, colpito da una raffica di mitragliatrice. Fulgido esempio di preclare virtù militari. Parma 9 settembre 1943". E per ultimi, certamente non per importanza: Crapanzano Angela di Emanuele (nata il 30 settembre 1919), partigiana, con qualifica di "Patriota", della Formazione della 1a Div. "Langhe" col nome di battaglia "Gina"; Puzzo Angela di Fortunato (nata il 3 gennaio 1905), partigiana con qualifica di "Benemerita", in Piemonte con la 2a Div. della 183a Brigata "Valle Aosta". E la ricorrenza di giovedì 25 Aprile a Gela dovrà avere un significato particolare per richiamare alla memoria questi nostri concittadini, patrioti partigiani per la causa della libertà. Da tempo dimenticati.

 

Nella ricostruzione grafica in alto, sotto il simbolo del 25 Aprile, tre dei circa sessanta partigiani gelesi. Da sinistra, Giuseppe Interlici, Giuseppe Bartoli e Carmelo Cacioppo. 

 

(si ringrazia il professor Nuccio Mulè)

 

 

Last modified on Giovedì, 25 Aprile 2019 11:05
Redazione

Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.

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