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Gela: tensioni all'ombra di Forza Italia dopo il «caso» Pogliese. Maniscalco: «Puniscono le città dove migliori sono stati i risultati elettorali»

Giovedì, 18 Aprile 2019 14:14 Written by  Published in People
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Forza Italia nel caos in tutta la Sicilia, il fronte anti Miccichè che aveva già dato segni di ribellione a Gela e a Caltanissetta, in occasione della campagna elettorale per le prossime Amministrative si rafforza con l'ultimo "terremoto" azzurro.

Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese e il vicecoordinatore regionale, Basilio Catanoso mollano il partito dopo la presentazione della lista per le Europee che esclude l’uscente Giovanni La Via e tutti i candidati catanesi: “Lascio ogni incarico in Forza Italia, partito in cui, insieme a tanti amici e amministratori non ci riconosciamo più – dice Pogliese, fino a ieri l’unico sindaco “berlusconiano” di una grande città – Assieme abbiamo assunto il comune impegno di lavorare per poterci finalmente riappropriare dei valori della nostra identità e della cultura della destra politica, che in Forza Italia non hanno più alcuna possibilità di potersi esprimere”. 

Inutili i tentativi di gran parte dei big azzurri, da Antonio Tajani a Maurizio Gasparri, fino ad arrivare all’assessore regionale Marco Falcone, di ricucire lo strappo. Pogliese ha attaccato a testa bassa il coordinatore regionale Miccichè, reo a suo dire di troppe incoerenze: “ Dalle prese di posizione sull'immigrazione sostenute insieme a Laura Boldrini e a braccetto coi centri sociali alla conduzione di una battaglia di retroguardia a tutela dei vitalizi. E poi – aggiunge Pogliese - l'ostentata insensibilità nel ruolo di presidente dell'Ars per i problemi economico finanziari del comune di Catania, nonostante una trasversale convergenza; per non parlare della sua divisiva candidatura alle regionali del 2012, che causò la sconfitta del centrodestra e la vittoria di Crocetta”.

Insomma un vero e proprio Tsunami, che colpisce in pieno gli azzurri siciliani, alla vigilia di due appuntamenti importanti: le Europee di maggio e, prima ancora le Amministrative del 28 aprile. Ed è proprio nelle amministrative in provincia di Caltanissetta che si è consumato il primo strappo in un partito che veniva dalla doppia affermazione elettorale alle Regionali e alle Politiche. La storia è nota, a Gela Forza Italia si spacca in due tronconi che scelgono di supportare due diversi candidati a sindaco, il blocco degli ex consiglieri comunali, supportati dalla Parlamentare nazionale Giusi Bartolozzi e dall’ex parlamentare regionale Pino Federico, scelgono il leghista Spata mentre gli uomini vicini al coordinatore provinciale Michele Mancuso si accasano nel Progetto Civico di Lucio Greco. A fare le spese di questo divorzio il simbolo di Forza Italia che sparisce di fatto dalla competizione elettorale, al suo posto due liste civiche, una per i cosiddetti “dissidenti” e una per i “mancusiani”. E quanto accaduto a Catania da la stura proprio ai “dissidenti” azzurri che di malessere all’interno del partito parlavano da sempre.

“Mi sa che punire le città con le percentuali più alte d'Italia é un vizio di comitiva – ha commentato amareggiato Emanuele Maniscalco, già coordinatore cittadino azzurro, poi rimosso dallo stesso Mancuso – Sembra quasi che in tutta la Sicilia si faccia a gara a cancellare un partito in crescita e soprattutto quelle persone che hanno contribuito a rilanciarlo”.

“Quando abbiamo capito che aria tirava – continua Maniscalco – abbiamo scelto di trasferire la nostra voglia e le nostre competenze in un progetto che sta coinvolgendo l’intera città con la lista “Avanti Gela”, ma anche Caltanissetta e tanti altri centri. Siamo e rimaniamo la parte sana di Forza Italia, quella che ha portato il partito al 34% alle ultime elezioni, non ci interessa distruggere ma costruire”.

Last modified on Giovedì, 18 Aprile 2019 14:29
Jerry Italia

Giornalista, appassionato di musica, un passato da musicista e presentatore, ha lavorato come esperto di comunicazione negli enti locali. Colleziona vinili, in particolare di blues.