Niscemi: «Donare è un gesto d'amore, che può salvare delle vite», l'appello dell'Admo. Durante la Sagra del carciofo iscritti 23 nuovi donatori

Mercoledì, 03 Aprile 2019 14:25 Written by  Published in People

«Donate, donate, donate». Lo chiedono i medici, lo spiegano i volontari che dedicano ogni minuto libero nelle piazze e nelle scuole, lo testimoniano i pazienti vivi grazie a un trapianto, lo chiedono a gran voce i pazienti in attesa di trapianto. 

E gli appelli non sono inutili.

«Il trapianto di midollo osseo - spiega Bruna Ferranti, referente del gruppo donatori di Niscemi di Admo Gela - è l'unica terapia che può guarire malattie oncoematologiche come la leucemia e le malattie mieloproliferative. La sola chemioterapia, infatti, toglie gran parte della malattia ma non guarisce del tutto. Ma se dopo avviene il trapianto di cellule staminali, il nuovo sistema immunitario uccide le cellule cattive. E si guarisce per sempre».

Oggi è sempre più raro che il trapianto di midollo avvenga tra consanguinei, ad esempio tra fratelli. Sempre più spesso si fa ricorso ai registri: nazionali, europei, mondiali. Una grande rete internazionale collabora per mandare il midollo osseo, carico di cellule staminali emopoietiche, da una parte all'altra del pianeta in base alle compatibilità dei pazienti. Spiega l’Admo che la probabilità che due persone non consanguinee siano compatibili per il trapianto è bassissima: una ogni 100 mila. Per questo servono i registri: più persone sono disponibili a donare, più si alza la possibilità per il paziente di trovare il midollo osseo di cui ha bisogno. Ed è quello che hanno fatto i volontari di Niscemi.

Durante la 39° Sagra del Carciofo, a Niscemi, sono riusciti a reclutare 23 nuovi potenziali donatori.

«Siamo felicissimi – dice Greta Ercolani, una volontaria - di questo risultato, che conferma il lavoro svolto dal gruppo Admo di Niscemi. Una realtà nata lo scorso anno che comincia a fare numeri importanti considerato che questa è una piccola città, generosa come sempre. Noi ci mettiamo la faccia, speriamo che i potenziali donatori ci mettano la loro e soprattutto possano maturare la consapevolezza che il miracolo della vita è alla portata di ognuno di noi». 

«Per poter diventare donatore di midollo osseo bisogna essere in buona salute, pesare almeno 50 chili e avere tra i 18 e i 35 anni». A parlare la Morena Monteleone, medico, volontaria Admo che a breve otterrà l’abilitazione per poter effettuare i prelievi per la tipizzazioni. Una volta iscritti si può essere chiamati per donare fino ai 55 anni. La donazione è anonima, gratuita e non può essere destinata a una persona specifica. Non si può scegliere a chi andrà il proprio midollo, perché tutti i malati in attesa hanno gli stessi diritti e chi decide di diventare donatore deve essere consapevole di questa decisione, che non può essere presa solo sulla scia dell’emotività.

Donare non è pericoloso. Il midollo osseo è un tessuto che viene riprodotto costantemente dal nostro organismo, quindi, come per la donazione di sangue, non comporta alcun rischio.

 

 

(Nella foto, da sinistra, Roberto Piscopo, Greta Ercolani, Giada Chiarello, Angela Tizza e Bruna Ferranti).

Last modified on Mercoledì, 03 Aprile 2019 15:05
Salvatore Federico

Giornalista pubblicista, ex insegnante di scuola primaria, ha collaborato con diverse testate tv, anche nazionali (Rai Due). Da Niscemi scrive per il Giornale di Sicilia di Palermo, testata con la quale collabora dagli anni Ottanta.

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