Niscemi: «Stop ai funerali troppo opulenti», la chiesa dice basta. Amarezza delle famiglie, proteste di fioristi e titolari di agenzie funebri Featured

Venerdì, 29 Marzo 2019 10:42 Written by  Published in Attualità

Da inizio marzo a conclusione dei funerali, con grande stupore delle famiglie colpite da lutti e dei partecipanti alle esequie, accade che non sono più consentite le condoglianze all’interno delle chiese cattoliche, ma fuori, oppure a casa dello stesso defunto al ritorno dalle esequie ed in corteo.

Una restrizione da parte del clero associata ad altre, poiché non vengono più ammessi “omaggi floreali spropositati” attorno ai feretri, né letture ed interventi di commiato in memoria dei cari estinti. “Paese che vai Niscemi, funerale che trovi”, dato che, al momento, non risulta in nessun Comune della Diocesi, della Sicilia e forse anche d’Italia, che siano state applicate simili restrizioni nelle celebrazioni dei funerali.

È accaduto che le famiglie coinvolte da lutti in occasione dei funerali ai loro congiunti, a fine messa, sono state invitate dai titolari delle imprese funebri ad accomodarsi fuori dalla chiesa per ricevere le condoglianze e davanti al feretro deposto nel carro funebre. Eppure è noto che la chiesa è la casa di Dio, aperta a tutti e che l’ospitalità è sacra. Il motivo di tali restrizioni, l’eccessivo prolungamento dei tempi dei funerali che in passato è stato causato tante volte dalle condoglianze in chiesa, specialmente per la notevole affluenza di persone e quando in una parrocchia può accadere (fortunatamente non ogni giorno n.d.r), che in un solo pomeriggio, vi sono da celebrare anche tre funerali, l’uno alla distanza di un’ora dall’altro. Ritardi nelle celebrazioni delle esequie e con ripercussioni anche nell’orario d’inizio delle messe serali delle 18.30, che di conseguenza hanno interrotto altre attività parrocchiali che non sarebbe stato possibile rinviare. E così il clero della città, ha disposto l’applicazione delle suddette restrizioni nei funerali ed il 27 febbraio scorso, ha indirizzato una lettera ai responsabili delle agenzie di pompe funebri nella quale si legge: «Al fine di evitare la confusione che si crea quando i familiari chiedono di ricevere le condoglianze dentro la chiesa, prolungando così eccessivamente la loro presenza ed intralciando talvolta gli orari delle celebrazioni parrocchiali, si invita a far sì che dette condoglianze possano essere svolte davanti al sagrato, salvaguardando in tal modo la sacralità del luogo». «Abbiamo notato - si legge ancora nella lettera - che in occasione dei funerali si ricorre ad un omaggio floreale spropositato, sfarzoso ed invadente. Senza nulla togliere al valore del fiore simbolo di esternazione di sentimenti, l’esagerata presenza di composizioni, ostenta soltanto esibizioni fuori luogo, deturpa l’evento della morte, ne storpia il senso del segno che si vuole offrire, facendo della chiesa ed in modo particolare del presbiterio, una serra disordinata e confusionaria di fiori che impedisce i movimenti essenziali come la distribuzione dell’Eucarestia e della benedizione del feretro. I fiori vanno visti come segni di affetto e di devozione; non è la quantità che assicura tutto ciò». Il clero pertanto fa così appello alle pompe funebri ad un “numero parco” di composizioni floreali. E per quanto riguarda le lettere di commiato per l’addio ai cari congiunti o amici, il clero scrive che “sono a volte ripetitive e anche superflue” poiché la liturgia funebre prevede il commiato, ricco di contenuto e legato al messaggio cristiano.

«Spesso queste lettere - si legge a tal proposito - sono testimonianze solo spettacolari e poco si addicono al dolore dei familiari». Giovedì della settimana scorsa però, nonostante le raffiche di vento gelide, durante la celebrazione di un funerale in una chiesa della città è accaduto che i familiari sono stati invitati a ricevere ugualmente fuori dalla chiesa le condoglianze e con i parenti e gli amici che per ripararsi giustamente dal freddo, sono rimasti paradossalmente dentro la chiesa e messi in coda per uscire fuori. «Così – afferma il titolare di una ditta di fiori - si limitano le nostre possibilità di lavoro ed a maggior ragione in tempi di crisi», mentre un giovane che avrebbe voluto suonare un’Ave Maria in memoria della nonna musicata appositamente per lei durante le esequie aggiunge: «ci sono rimasto male quando ho saputo che la chiesa non me lo avrebbe permesso. Ho avvertito una completa inaccessibilità ad una mia compartecipazione al funerale della nonna e ciò, mi ha indotto ad eseguire il brano della durata di soli 2 minuti che a mia nonna piaceva tanto in vita, nella camera ardente allestita a casa sua”. Restrizioni per i funerali, che malgrado le valide ragioni del clero, deludono le famiglie colpite da lutti, i fedeli, i fiorai ed ad imbarazzare anche le agenzie di pompe funebri.

Last modified on Sabato, 30 Marzo 2019 15:49
Alberto Drago

Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.

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